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La scienza non è "contro Darwin" Stampa E-mail
Scritto da Achille Ghidoni   
giovedì 05 novembre 2009
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L’articolo di Fausto Carioti su Libero-news: “L’outing degli scienziati contro Darwin” [noi abbiamo preferito un titolo un po' più riduttivo, “Scienziati contro Darwin ”, ndr] è una rassegna superficiale del problema dell’evoluzione.  Già il titolo è fuorviante.  Non è vero che ‘gli scienziati’, lungi dall’accettare tout court  i cardini della teoria darwiniana dell’evoluzione, stanno facendo le pulci in mille modi (dalla termodinamica, alla paleontologia… fino all’osservazione diretta dei biologi, tese a smontare questo  ‘dogma’  come fosse ’un castello di bufale…’). Povero Darwin, che è stato un grande scienziato, si rivolterebbe nella tomba. Sono solo alcuni ‘scienziati’, una minoranza, a prendere questa posizione, decisamente ‘antiscientifica’.

Gli scienziati, invece (quelli veri, che non hanno pregiudizi religiosi), hanno  sempre vagliato con attenzione la portata e i limiti delle teoria darwiniana dell’evoluzione biologica, la cui verificabilità scientifica va di pari passo con le conoscenze acquisite e con gli strumenti d’indagine a disposizione. Va tenuto presente che la teoria Darwiniana è stata proposta quando ancora il DNA, la teoria cellulare dell’ereditarietà, le mutazioni, etc.,  non erano note!  Anche i libri di testo di genetica per gli studenti di Biologia riportano tutte le critiche alla teoria originale, pur mantenendone fermi molti cardini compatibili con le attuali conoscenze della genetica.

Le critiche all’evoluzionismo come fenomeno incompatibile con la teoria della termodinamica sull’entropia è un problema mal posto. Questa sì che è una gigantesca bufala. Sembra vogliano, con questa assunzione, negare l’esistenza stessa dell’evoluzione…!

Va detto che alcuni scienziati ‘di parte’ (credenti) cercano di smantellare il darwinismo solo per far avanzare un’ipotesi alternativa, quella del creazionismo, ossia  l’ipotesi del ‘disegno intelligente’, per spiegare la vita e l’evoluzione biologica:  ipotesi  che,  ad oggi,  non ha alcun fondamento scientifico. Fin dagli anni ’60 del secolo scorso, negli Stati Uniti, la teoria evoluzionistica era tabù in diverse Università, e ancora oggi, in alcune di esse ne è permesso l’insegnamento solo accanto alla ipotesi creazionistica!  La teoria Darwiniana, basata su osservazioni, contrapposta a un’ipotesi, il creazionismo, basata sulla credenza,  sulla fede!  Allucinante.

Questa  grave stortura educativa, frutto di retaggi antichi, potrà essere appianata solo attraverso molte generazioni di lento rinsavimento, ma non ha impedito a molti scienziati di farsi un’idea scientifica corretta dell’evoluzione biologica.

Pertanto le due posizioni sono molto distanti anche dal punto di vista filosofico, non equiparabili, e diciamola tutta, inconciliabili. L’ipotesi creazionista è basata esclusivamente sulla fede, e ha una connotazione fondamentalista, che ne fissa limiti (invalicabili) di verificabilità. La teoria darwiniana, invece, basata su osservazioni scientifiche, suscettibile di revisione e di perfezionamento, si avvicina enormemente di più alla verità.

E non è vero che solo la filosofia può addentrarsi in questa diatriba, come sembra concludere l’articolo, quasi per sostituirsi alla scienza, e togliere voce in capitolo agli scienziati. I soli che, invece, possono dire molte cose sensate e convincenti, rigorosamente vagliate dalla comunità scientifica internazionale, anche se si evolvono nel tempo.

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