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martedì 23 gennaio 2007 |
Personaggio fenomenale, Leoluca Orlando Cascio. Da democristiano ha costruito la sua fortuna politica cavalcando il più becero giustizialismo, lasciando intendere d'essere l'unico siciliano credibilmente avversario della mafia, al tempo stesso prendendo la quasi totalità dei voti nei quartieri a triste penetrazione mafiosa.
Personaggio fenomenale, Leoluca Orlando Cascio. Da democristiano ha costruito la sua fortuna politica cavalcando il più becero giustizialismo, lasciando intendere d'essere l'unico siciliano credibilmente avversario della mafia, al tempo stesso prendendo la quasi totalità dei voti nei quartieri a triste penetrazione mafiosa. Di siciliani onorati, di persone con la schiena dritta, intelligenti ed oneste ce n'erano, quando Orlando imperversava, da Falcone a Sciascia, ma lui li considerava avversari da abbattere. Presto trascinò la sinistra su posizioni populiste e fascistoidi di stampo sudamericano. Accusò Falcone d'essere connivente con i politici in odore di mafia e di tenere chiuse nel cassetto le carte con cui incriminarli. Poi sfilava piagnucolante, con il cuore affranto perché quello stesso Falcone lo avevano spappolato, a Capaci. Fu tra quanti si scagliarono contro Sciascia, reo di volere condurre la lotta contro la mafia senza che con questa si macellasse il diritto. Oggi parla di “Leonardo”, per dire che aveva ragione. Si mise alla testa delle plebi che chiedevano ai magistrati di far fuori la casta dei tiranni (eletti dal popolo), ed oggi dice “abbiamo affidato una delega eccessiva alla magistratura”, il che è quanto meno grottesco sulla bocca di uno che siede in Parlamento eletto nella lista che deve tutto al suo fondatore: Antonio Di Pietro. Ma non basta, si spinge a sostenere che il processo contro Andreotti è stato un errore, che quando lo scrivevamo noi ci si scatenava addosso tutto il conformismo decelebrato della sinistra televisiva. L'Orlando Cascio che vota la fiducia a Prodi suggerisce a Prodi di dimettersi, di ammettere la sconfitta ed andarsene, e nel mentre cambia pelle e sembra voler diventare l'opposto di quel che era, dispensa terzismo affermando che c'è corruzione nella sinistra, e che certi amministratori di destra sono migliori di quelli unionisti. In democrazia un simile soggetto ha tutto il diritto di far propaganda, e le sue ciniche parole si devono al fatto che vuol tornare a fare il sindaco di Palermo. Proprio per questo spero che sia la sinistra palermitana a liberarsene, a cacciare con lui una delle sue pagine peggiori. La sua ricandidatura segnerebbe la più dura sconfitta di quella sinistra, incapace di uomini nuovi.
Davide Giacalone www.davidegiacalone.it
Pubblicato da Libero
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