Melanzane: perché fanno bene e i modi per cucinarle

Le melanzane, note anche con il nome di Solanum melongena, sono ortaggi di stagione soprattutto in estate. Tra le verdure cardine della dieta mediterranea – non a caso, vengono esaltate da blogger come Irene Milito, che celebrano le tradizioni della Calabria e di altre zone che si affacciano sul bacino del Mediterraneo – hanno diversi benefici e, come già detto, possono essere rese protagoniste della tavola in diversi modi. Scopriamo tutto nelle prossime righe.

Benefici

I benefici delle melanzane sono numerosi. Tra i principali è possibile citare l’efficacia drenante e diuretica dovuta all’importante presenza di acqua. Entrando nel vivo dei nutrienti presenti nella melanzana, è doverosa citare la presenza del potassio, minerale che ha un ruolo fondamentale al fine del mantenimento della regolarità pressoria e, di riflesso, per la salute del cuore.

Come non citare poi le vitamine? Le melanzane sono ricche di vitamina A, fondamentale per la bellezza della pelle e per l’acutezza della vista, ma anche di vitamina C, essenziale contro i radicali liberi e per migliorare l’efficienza del sistema immunitario.

Quando si parla dei benefici delle melanzane, è fondamentale fare riferimento alle fibre. Questi nutrienti aiutano a mantenere efficiente l’intestino, a prevenire il tumore al colon, ma anche a ottimizzare il livello di sazietà. In merito alle fibre, è doveroso citare il fatto che, assumendole, si rallenta l’assorbimento dello zucchero e del colesterolo alimentare, con ovvi vantaggi relativi alla prevenzione del diabete e delle patologie cardiovascolari.

Ipocaloriche, le melanzane sono contraddistinte anche da un’importante efficacia antinfiammatoria. Data questa doverosa premessa, vediamo assieme quali sono alcune tra le più famose ricette preparate con le melanzane.

Ricette con le melanzane: ecco le più importanti

Le melanzane possono essere utilizzate in diversi modi in cucina. Tra le alternative in questione è possibile citare la preparazione di polpette, che possono prevedere, nell’ambito della ricetta, anche ingredienti come il formaggio (e, a seconda della forza del sapore di quest’ultimo, anche eventuali spezie).

Come non fare un cenno alla parmigiana di melanzane? Tra i piatti simbolo della cucina italiana, è uno dei migliori modi per esaltare questo ortaggio. In merito a questo piatto, è il caso di sfatare un luogo comune.

Secondo alcune teorie, infatti, Parma non avrebbe nulla a che fare con le sue origini, in quanto la melanzana è arrivata in Italia portata dagli Arabi in Sicilia. Per capire bene le ragioni di questa teoria, ricordiamo che il termine “parmigiana” deriva dalla parola “parmiciana”, un vocabolo in siciliano che indica i listelli in legno della persiana.

La prima testimonianza ufficiale di questo piatto risale a molti anni dopo la dominazione degli Arabi in Sicilia. Parliamo infatti del 1733 e, di preciso, dell’opera Cuoco Elegante, frutto della creatività di Vincenzo Corrado, cuoco che, nel corso della sua vita, ha lavorato per alcune delle più importanti famiglie aristocratiche della nobiltà meridionale, in particolare napoletana.

Nella ricetta riportata nella pubblicazione sopra ricordata, Vincenzo Corrado utilizzava le zucchine al posto delle melanzane, friggendole nello strutto. Per condirle si utilizzavano parmigiano e burro.

Andando avanti nel tempo, è possibile citare un’altra opera, ossia Cusina casinarola co la lengua napoletana. Questo volume, scritto da Ippolito Cavalcanti, cuoco e letterato italiano napoletano a cui si deve tantissimo quando si ama la gastronomia, mette in primo piano una ricetta molto simile a quella cucinata al giorno d’oggi.

Un doveroso cenno deve essere dedicato al parmigiano che, secondo le teorie più accreditate, sarebbe stato introdotto quando la ricetta aveva già una storia di successo alle spalle e con lo scopo specifico di sostituire il pecorino.