Arriva un fratellino: come fare?

By | Novembre 4, 2018

L’arrivo di un fratellino o sorellina in famiglia è un evento più che lieto ma per il bambino che vede arrivare “un rivale” non è una situazione facile da affrontare. Si generano gelosie, il bambino può vivere una sensazione di “messa in secondo piano”, di emarginazione anche se non è affatto cosi. U genitori hanno un ruolo importantissimo nell’evitare o almeno limitare i problemi al loro figlio primogenito.

L’arrivo del fratellino

Il bambino già presente in famiglia è abituato ad avere tutte le attenzioni solo per lui, ai giardinetti mamma e papà giocano con lui, lo spingono sull’altalena, le coccole sono solo per lui e così via.

Il bambino è l’elemento centrale della famiglia e anche le persone, amici e parenti che arrivano in casa rivolgono a lui le attenzioni ma da un giorno all’altro cambia tutto.

Ora che il fratellino è arrivato o la sorellina, la cosa non cambia, la mamma è sempre occupata a cambiargli il pannolino, a tenerlo in braccio per allattarlo o per farlo addormentare, il tempo dedicato al più grande è improvvisamente e drasticamente diminuito.

Il bambino ha difficoltà a razionalizzare ciò che accade, ragiona su ciò che vede e che sente e questo è soltanto che si sente messo un po’ da parte, che il tempo a lui dedicato non è più lo stesso: Mamma e papà mi vogliono meno bene, vogliono più bene al fratellino appena arrivato, ma io c’ero prima di lui…

Questo è il pensiero del bambino che vive per questo una condizione di disagio che può esprimere in molti modi.

Il disagio del primogenito

Il disagio che vive il bambino con l’arrivo del fratellino può essere anche notevole: molti bambini ricominciano a fare la pipì addosso o a letto, altri si chiudono in se stessi, piangono apparentemente per niente, se in età scolare mostrano un calo sensibile del proprio rendimento.

Improvvisamente ricompaiono capricci che da tempo non faceva più, perde l’appetito e possono anche apparire problemi di carattere fisico: alcuni bambini, addirittura, presentano false paralisi, non inventate ma non sostenute da alcun motivo organico.

Questi bambini improvvisamente faticano a stare in piedi e camminare; sono somatizzazioni di un disagio psicologico, non invenzioni di sana pianta del bambino, lui non lo vuole, tuttavia questo diventa un fatto reale.

Come comportarsi

Partiamo da ciò che è da evitare: non sgridate assolutamente il bambino di fronte a segni di regresso, otterresti l’effetto contrario, avvalorando nel bambino l’ipotesi che gli vuoi meno bene di prima.

Gestisci i regressi in modo positivo, volgendoli in gioco, in scherzo, sminuendo l’importanza dell’evento.

Il bambino ha bisogno più di prima di dimostrazioni di affetto e poiché si comprende come la mamma sia in difficoltà a destreggiarsi tra le necessità del nuovo arrivato e le esigenze, giuste del figlio più grandi, ecco che il papà deve assumere un ruolo centrale in questo senso.

Il vuoto di attenzioni che necessariamente si è verificato deve essere colmato dal papà. Questi deve trovare momenti, tempi e spazi esclusivi per il bambino; non è richiesta la Luna, basta trovare una mezz’ora per portarlo al parco, giocare con lui, tirare insieme due calci ad un pallone, insomma, tempo solo per lui.

Il coinvolgimento

L’ideale è coinvolgere il bambino, in ogni occasione possibile, nell’accudimento del neonato. Il bambino potrà aiutare nelle operazioni del bagnetto oppure dargli il ciuccio quando piange o dargli il compito di avvertire la mamma o il papà quando il fratellino si sveglia.

Nel momento dell’allattamento, quando la mamma è maggiormente occupata con il fratellino, è bene che il bambino sia distratto da qualcosa che gli piace, le canzoni per bambini se gli piacciono oppure un cartone o un film che lo interessa, evitando che il bambino viva una condizione di stress e di gelosia.

Nel limite del possibile sarebbe bene evitare il sovrapporsi di altri eventi stressanti per il bambino. La condizione peggiore è certamente la concomitanza tra la nascita del fratellino con l’inizio della scuola materna.

Il bambino vivrebbe questo come un allontanamento dalla famiglia per l’arrivo del neonato aumentando enormemente lo stress e la sua gelosia.

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