Risparmio, Italia indietro nell’educazione finanziaria

By | aprile 15, 2017
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Italiani poco competenti in materia di finanza e risparmio: questa volta a dirlo non è una ricerca né un sondaggio, ma il ministro dell’Economia in persona, intervenendo in apertura del recente Salone del Risparmio organizzato a Milano.

Migliorare la cultura finanziaria

Pier Carlo Padoan ha infatti puntato il dito contro l’educazione finanziaria dei cittadini, ritenuta di livello troppo basso: in particolare, per l’esponente del governo Gentiloni si avverte l’esigenza di “responsabilizzare le famiglie verso scelte più elaborate”, un campo in cui il Paese “manifesta un forte ritardo che si traduce in un basso grado di competenza finanziaria dei cittadini”.

Troppe paure per investire

Insomma, non abbiamo compiuto troppi passi in avanti rispetto ai tempi in cui i soldi si nascondevano sotto il materasso, ma non sempre è solo “colpa” dei risparmiatori. Le notizie di cronaca infatti non fanno che aumentare le preoccupazioni e le ansie legate ai possibili investimenti sui mercati finanziari, e allo stesso tempo i buoni del Tesoro non appaiono sufficientemente sicuri o redditizi.

La giusta soluzione al problema

Non è un caso allora che in questo contesto continuino a rafforzarsi le soluzioni ritenute più affidabili, come il conto deposito, che mette insieme la possibilità di vincolare somme in modo garantito per un periodo di tempo prefissato in cambio di un interesse certo con la garanzia di tutele sulla manovra. Un prodotto che diventa ancor più vantaggioso se si punta sulle proposte online, ambito in cui spicca l’offerta di Ing Direct e del suo Conto Arancio, uno dei migliori conti deposito attivabili in Italia per tassi di interesse e assenza di spese.

Gli interventi del Governo

Quello che sembra necessario (e non più rimandabile) è avvicinare gli italiani a questi strumenti innovativi e, più in generale, mettere in risalto l’importanza di attuare reali strategie di risparmio. È anche per questo che, come spiegato ancora dal ministro Padoan, il ministero dell’Economia ha avviato un’iniziativa “volta a coordinare gli attori che hanno responsabilità e competenza in questo campo, a cominciare da una più stretta collaborazione con la Banca d’Italia”.

Un programma di educazione finanziaria

L’ultima Legge di Stabilità del 2016 ha dato ulteriore impulso a questa iniziativa: il Parlamento infatti ha votato una norma che attiva un percorso di programmazione della strategia nazionale di educazione finanziaria, in cui lo stesso Ministero dell’Economia ha funzione di coordinamento degli attori coinvolti, disponendo la creazione di un apposito comitato che, come anticipato da Padoan, sarà istruito entro il prossimo mese. Per le prime iniziative concrete bisogna invece attendere qualche altro mese, visto che la strategia è improntata lungo i prossimi due anni.

Situazione economica sotto controllo

Il ministro dell’Economia ha poi parlato di tematiche più generali che riguardano lo stato di salute del nostro Paese, che oggi si trova a suo dire in una “fase di transizione verso una crescita più solida, sostenibile e inclusiva”. Per quanto riguarda la dinamica del rapporto tra debito pubblico e Pil, invece, non sembrano esserci preoccupazioni perché “è tornata sotto controllo. E negli ultimi due anni si è sostanzialmente stabilizzata”, dice ancora Padoan.

Nessun timore per le banche

La conclusione è invece dedicata al delicato tema delle banche italiane e del loro alto tasso di sofferenza: il ministro non nasconde le criticità ma definisce la questione “gestibile, sia con misure di sistema sia specifiche”, tra cui l’attuazione di “strumenti nuovi come la ricapitalizzazione precauzionale”.

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