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La nuova era dell’e-commerce: i numeri in crescita, le sfide e i settori da tenere d’occhio

Da quasi due anni, ossia da quando l’emergenza sanitaria causata dal Covid-19 ha sconvolto le nostre vite, è iniziata a tutti gli effetti una nuova era per l’e-commerce. Prima dell’inizio del 2020, tantissime persone che sono oggi utenti assidui dei portali che vendono prodotti online non avevano mai comprato nulla sul web.

Dopo una crescita pari al 27% tra il 2019 e il 2020, anche l’anno in corso sta concretizzando numeri non indifferenti. Come sottolineato dall’Osservatorio e-commerce B2C Netcomm, per l’e-commerce di prodotto si parla, per ora, di una crescita del 18%.

Questo mutamento epocale pone gli imprenditori davanti a diverse sfide. Quali, di preciso? Scopriamole assieme nelle prossime righe.

E-commerce: le sfide che non possono essere ignorate

Tra le sfide che non possono essere ignorate dagli imprenditori che hanno intenzione di sfruttare il trend dell’e-commerce rientra senza dubbio la multicanalità. Guardando il panorama delle PMI italiane, si possono infatti riscontrare dei forti gap da questo punto vista. Sono purtroppo ancora poche le realtà che, per quanto riguarda la vendita di prodotti online, hanno investito nella realizzazione di vetrine su marketplace, nonché sugli aggregatori online.

Da non dimenticare è anche la necessità di implementare i processi operativi, concentrandosi su aspetti come il customer care, dettaglio fondamentale per l’immagine del brand.

I settori da tenere d’occhio

A questo punto, è naturale chiedersi quali siano i settori più interessanti. Tra quelli che hanno concretizzato numeri maggiori in questo periodo rientra senza dubbio il food. Da non trascurare è anche l’importante crescita degli acquisti online di abbigliamento e accessori, per non parlare della bellezza.

Un doveroso cenno deve essere dedicato alla tendenza, sempre più consistente, all’acquisto di prodotti naturali per la bellezza e il benessere. In questo filone è possibile inquadrare il boom della canapa (comunemente chiamata Cannabis Light). I prodotti che la vedono protagonista, acquistabili comodamente da casa su siti come Eusphera.com, sono privi di effetti psicoattivi. In virtù della Legge 242/2016, entrata in vigore nel gennaio dell’anno successivo, non è infatti possibile superare, dal punto di vista della quantità di THC, lo 0,2%.

Tra i motivi per cui i sopra citati prodotti sono apprezzati rientra la sostenibilità della canapa. Questa pianta, infatti, è utile contro il consumo di suolo in quanto cresce in zone avverse per altre specie. Coltivazione che richiede molte meno risorse idriche rispetto a quella di altre fibre tessili, per esempio il cotone, quella della canapa ha una maggior resa per singolo ettaro.

Un altro aspetto da tenere in considerazione quando si parla del successo dei prodotti sopra citati riguarda la possibilità di tenere sotto controllo, grazie a rimedi naturali come l’olio di CBD, fastidiosi sintomi dello stress come l’insonnia.

Conclusioni

Non c’è che dire: siamo davanti a una svolta mai vista prima per l’e-commerce! Ora spetta alle imprese rimboccarsi le maniche per rimanere sul pezzo. Oltre ai punti citati nei paragrafi precedenti, se si ha intenzione di essere concorrenziali è opportuno puntare sulla qualità dei contenuti.

Questo vuol dire proporre online schede di prodotto uniche – i testi copiati, infatti, sono penalizzati dal motore di ricerca – e, possibilmente, puntare sulla fidelizzazione degli utenti attraverso un blog.

Molti settori, come per esempio quello della canapa, sono ancora circondati da dubbi e timori. Con contenuti di qualità proposti con cadenza frequente, è possibile abbattere le resistenze del proprio potenziale target e mettere in primo piano un’immagine autorevole.

Inoltre, un blog con articoli approfonditi è la risposta giusta a chi si chiede quali siano gli strumenti fondamentali per un e-commerce che punta, per ovvi motivi, a essere facilmente trovato sui motori di ricerca (il blog è importante, non dimentichiamolo mai, ma è solo uno dei tanti).

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