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Consigli per gestire un anziano a casa

Molto spesso, quando si ha un anziano in famiglia, si opta per la scelta di assisterlo in casa. La vita del caregiver non è per niente facile. Alla luce di ciò, è opportuno informarsi sui consigli per gestire nel migliore dei modi la situazione.

Valuta un aiuto psicologico costante

La popolazione italiana, da diverso tempo a questa parte, è interessata da un progressivo invecchiamento. Alla luce di ciò, sono tantissime le famiglie che si trovano a dover dividere la propria quotidianità con un anziano non autosufficiente.

Come già detto, si tratta di situazioni durante le quali è normale vivere dei forti momenti di difficoltà. Onde evitare di arrivare al burnout, è opportuno, non appena ci si trova davanti alla necessità di gestire il percorso di assistenza, ‘giocare’ dal punto di vista della prevenzione e chiedere aiuto senza sentirsi in colpa.

Esistono dei terapeuti specializzati nell’assistenza psicologica ai caregiver. La buona notizia quando si chiama in causa la loro parcella è la possibilità di scaricarla dalle tasse in quanto spesa sanitaria.

Organizza la casa

Un altro aspetto da non dimenticare quando si parla della gestione di un anziano in casa riguarda l’organizzazione degli spazi domestici. Sono diverse le dritte da considerare nel momento in cui si punta a dare vita a una casa a misura di persona anziana con problemi di motilità.

Tra queste, rientra il fatto di eliminare qualsiasi ostacolo dal pavimento, dai tappeti fino ai dislivelli nell’ingresso e nella zona giorno. Un altro consiglio da non dimenticare riguarda il fatto di eliminare, se possibile, qualsiasi mobile in grado di impedire un avvicinamento perfetto al lavandino del bagno.

Da non trascurare è anche tutto quello che riguarda la gestione della cucina. Se si ha intenzione di renderla fruibile da parte di un anziano con problemi di motilità ma comunque ancora autosufficiente, è opportuno rendere tutto facilmente raggiungibile. Ciò significa, per esempio, evitare di installare un piano di lavoro troppo esteso.

Presidi per l’incontinenza

Uno dei problemi con cui si interfacciano più spesso i caregiver riguarda la gestione dell’incontinenza nell’anziano. La prima cosa da considerare in merito è che esistono diversi gradi di incontinenza e altrettante alternative per quanto riguarda i pannolini per adulto.

In merito a questi presidi, è importante fare cenno alla possibilità di scaricare le spese per il loro acquisto dalle tasse. Molto spesso, si hanno dubbi in merito in quanto non si tratta di farmaci. Ad aiutare a chiarire la situazione ci pensano diversi riferimenti normativi, tra i quali è possibile citare il Decreto Ministeriale 332 del 27 agosto 1999, emanato dal Ministero della Salute.

Secondo il testo in questione, i pannoloni per adulto possono essere considerati alla medesima stregua di qualsiasi altro mezzo ausiliario di organi carenti o menomati nella loro funzionalità.

Al fine di ottenere la detrazione, è necessario essere in possesso dello scontrino fiscale rilasciato dal venditore. Inoltre, è altresì obbligatorio, se si ha intenzione di usufruire dei vantaggi fiscali, presentare la prescrizione medica.

In alternativa, si può chiedere una dichiarazione sostitutiva di atto di notorietà attestante la necessità dell’acquisto (soluzione decisamente meno comoda rispetto alla presentazione della prescrizione medica).

I diritti dei caregiver

Nel momento in cui si assume il ruolo di caregiver di un anziano, è doveroso essere consapevoli dei diritti che si hanno sul lavoro. I principali riferimenti in merito sono la Legge 104 e il congedo retribuito di 2 anni.

Nel primo caso, quando si parla degli anziani è necessario che siano soddisfatte le seguenti condizioni:

  • Almeno 65 anni di età.
  • Residenza dell’anziano uguale a quella del lavoratore o vicino ad essa.
  • Parentela massima pari al terzo grado e assenza di parenti di primo o secondo grado bisognosi di assistenza.

Per quel che concerne il congedo retribuito di due anni, facciamo presente che può essere chiesto da dipendenti sia pubblici, sia privati con un fratello/sorella, un coniuge o un genitore che necessita di assistenza domiciliare.

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