Legge del desiderio, che cos’è e come funziona

By | Agosto 16, 2018

Uno studio dell’Università del Minnesota a Minneapolis ha eseguito degli esperimenti con topi e ratti per decretare la legge del desiderio: più a lungo si aspetta, meno si sarà disposti a rinunciare al sesso o a una determinata ricompensa. In più, l’attività sessuale pare sia una manna per la memoria secondo una ricerca dell’Università di Wollongong, in Australia.

Legge del desiderio, lo studio

Che sia stare in compagnia di una escort di Milano su Sexyguidaitalia.com, o semplicemente di un panino con la Nutella, meno si sarà disposti a rinunciare al proprio premio se si fa desiderare a lungo. Una regola che vale per gli esseri umani, ma anche per altri animali, come topi e ratti, come ha dimostrato il gruppo di lavoro del team dell’Università del Minnesota a Minneapolis, diretto dal Dr. Brian Sweis.

L’esperimento consisteva nel posizionare gruppi di topi e ratti addestrati in stanze differenti allo scopo di andare alla ricerca di cibo diverso da quello dato dai ricercatori in precedenza. Il sapore delle leccornie e il periodo di attesa erano le variabili per ciascun gruppo. Gli studiosi quindi hanno cronometrato il tutto e hanno tratto le loro conclusioni. In presenza di cibo poco apprezzato, gli animali hanno atteso a lungo la leccornia più ambita, qualora avessero già investito del tempo per aspettarlo. Stessa cosa vale per gli umani nell’intimità oltre che per quanto riguarda gli alimenti, in quanto non è raro che navighino sul web per andare a caccia di divertimento.

Regola del desiderio, soddisfare una voglia è umano

In conclusione dell’esperimento, più a lungo si aspetta una data ricompensa, meno si è disposti a rinunciare ad essa. La regola vale per tutti, senza distinzioni. Il risultato ha dimostrato che si rischia di prendere delle decisioni pessime ed errate, basate su un investimento irrecuperabile, come il tempo di attesa, piuttosto che i risultati, ovvero il guadagno. Della serie, cosa non si fa per soddisfare una voglia, che sia per amore o per una golosità alimentare. Attendere anche tanto tempo per qualcosa di desiderato renderebbe meno disposti a rinunciare all’oggetto del desiderio.

Sesso e memoria, ma solo temporaneamente

Donne, quindi tenete a mente che farsi desiderare a lungo rende l’uomo meno disposto a rinunciare a voi, a meno che siate prede poco ambite. Tra il desiderio sessuale e la pratica esiste la memoria. Pare che avere una vivace attività sessuale faccia bene al cervello secondo una ricerca dell’Università di Wollongong, in Australia, pubblicato sulla rivista Archives of Sexual Behavior. Questa pratica dopo i 50 anni stimolerebbe i centri del cervello dedicati alla memoria. Di contro, i benefici apportati sarebbero veramente di breve durata e scomparirebbero in caso si interrompa l’attività sessuale. Lo studio è stato realizzato grazie a un campione di 6016 persone over 50 tra uomini e donne, sottoposti dapprima a un accurato test di memoria episodica a domande riguardo la propria salute, sesso ed emotività.

Dopo due anni, è stato chiesto ai volontari di ripetere lo stesso test, tenendo conto di quanto spesso i partecipanti si baciassero, toccassero o avessero rapporti con i partner. Insomma, il sesso ha un impatto molto positivo sulla memoria grazie alla crescita dei neuroni e alla stimolazione dell’ippocampo, sede della memoria episodica e spaziale.

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