Accesso utente

[ Chiudi ]

Eolico: il colore dei soldi verde-ambientalista Stampa E-mail
Scritto da Perla   
martedì 20 luglio 2010
Image
Soldi, soldi, sempre soldi che piovono dalle casse di Bruxelles, di Roma, di tutte le regioni, di tutte le provincie e di tutti i comuni per riempire le tasche dei "difensori dell'ambiente".
Stacchiamo per un attimo la spina dall'attualità pirotecnica della cronaca giudiziaria che incessantemente lancia nuove ed esplosive agenzie sui faccendieri dell'eolico, in Sardegna e altrove, e proviamo a immaginare uno scenario più vasto, più complesso e assai più inquietante. Parliamo di peccato originale e di peccatori che, non essendo mai stati intercettati, ci appaiono come santi immacolati posti sugli altari delle cattedrali dell'ambientalismo.
Sorvoliamo sulla truffa del global warming e dei danni che sta causando alla credibilità della comuniità scientifica a costi senza fine per l'umanità, a partire da quelli rappresentati dalla tentacolare agenzia Onu battezzata "protocollo di Kyoto".
Soffermiamoci sull'ambientalismo italiano e andiamo a leggere un orgoglioso elenco di interventi realizzati dal fu ministro Alfonso Pecoraro Scanio.
Si tratta di una serie di provvedimenti per incentivare il risparmio energetico, che vanno dagli sgravi fiscali ai bonus per famiglie, fino ai veri e propri finanziamenti pubblici agli imprenditori virtuosi e scopertesi verdi, di un verde lussureggiante.
Entriamo in questo sito che si pregia di elencare quanti e quali sono gli enti che versano i miliardi di euro dei contribuenti nelle casse dell'industria fotovoltaica, eolica, dell'edilizia eco-compatibile ecc. Denaro pubblico per pagare la nuove burocrazia dei consulenti, esperti e periti che spuntano come funghi per sensibilizzare e controllare lo sviluppo della missione eco-risparmiatrice.
E chi meglio di Legambiente hai i crismi per primeggiare in tutte queste lodevoli imprese? La più potente organizzazione ambientalista d'Italia non si tira indietro, pur di tutelare la salute della Terra e delle sue creature ma non senza presentare parcelle d'oro ai beneficiari delle sue prestazioni: sindaci, presidenti di provincie o di regioni e, ovviamente, le industrie produttrici delle torri eoliche, delle quali Legambiente è una ferventissima sostenitrice non del tutto disinteressata, stando a quanto si leggeva qui nel lontano 2004.
Oppure qui cinque anni dopo:
"EOLICO E MAFIA: Carlo Ripa di Meana ed il CNP denunciano: "Era ora, da sempre tutti sapevano"
Il sistema dell'eolico in Italia è peggio della speculazione edilizia.
Terreni che non valgono nulla; arrivano i " facilitatori", e con la piccola politica locale li fanno diventare oro, grazie alle autorizzazioni ad erigere i giganteschi pali.
Poi i “facilitatori” ( vedi il reportage (del 2008 ndK.)  di Marco Lillo dell’Espresso ) se ne vanno e cedono alle multinazionali che possono vantare mani pulite.
Qualcuno ha messo in piedi questo affare con incentivi spropositati, i più alti d'Europa e con contributi in conto capitale abnormi e spesso anche contra legem (vedi inchiesta sui fondi della legge 488 della procura di Sassari).
Un sistema normativo al quale ha dato l'assenso incondizionato ed entusiasta Legambiente. Alla quale si può perdonare di non capire nulla di paesaggio, vista la loro formazione da periti chimici, ma non si può perdonare di fare la verginella, come nel suo comunicato di ieri nel quale lamenta assenza di regole in Sicilia.
Sanno e sapevano tutto su come vanno le cose. Al punto che in Basilicata oltre 4 anni fa un loro dirigente venne scoperto ad offrire ad una singola società la propria opera per "far percepire meglio il vantaggio di una centrale eolica alle popolazioni locali", dietro lauti compensi.
Oggi dunque se la distruzione di territorio e paesaggio si è spostata dalle aree metropolitane ai santuari più remoti del paesaggio  e dell'ambiente nazionali, se la speculazione avanza contro il paesaggio con complicità varie, ed ora anche criminali, sappiamo chi ringraziare.
Le regole mancano in tutta Italia, a meno che non si vogliano considerare regole le 4 sciocchezze del protocollo ANEV-Legambiente."
E non mancano le banche, tante banche che hanno stipulato accordi con associazioni ambientali (ad esempio quello tra Legambiente e Banche di Credito Cooperativo)!
E cosa ne è di queste enormi torri? Ecco il quadro, da cimitero degli elefanti, della situazione in Sardegna, creata con la complicità dei governi Soru & co., non certo dall'appena insediato governatore Cappellacci.
E' evidente che il malaffare legato all'immenso business dell'eolico dura da molti anni e riguarda insospettabili figure che si muovono attraversando spesso il confine tra la legalità e l'illegalità senza aver mai subito un'inchiesta, un'intercettazione.
L'articolo dell'Espresso è esemplare; fotografa sì un giro d'affari mostruoso che tocca tutta l'Itaia ma, guarda caso, non nomina mai Legambiente, la Toscana, la Basilicata o la Sardegna ma, con una bella chiosa, evidenzia solo il malaffare eolico siciliano.
E il procuratore generale, capo di tutte le procure dello Stato? Avrà balbettato qualcosa o avrà pensato bene di risparmiare il suo prezioso fiato per poter emettere le sue sentenze travagliesche contro l'unico responsabile mondiale della corruzione e del "risparmio gettato al vento", l'odiato Berlusconi?

da Perla: www.kalmha.net
6 commenti
Accedi per commentare l'articolo
Dello stesso autore
26 agosto 2010:  Nuove categorie di donne...
25 agosto 2010:  Con tutto il rispetto...
12 agosto 2010:  La ricreazione è finita
06 agosto 2010:  Per le mamme italiche
05 agosto 2010:  Tartufi
31 luglio 2010:  Scacco al re
29 luglio 2010:  La maschia prova di Fini
26 luglio 2010:  Cecità e antipolitica
24 luglio 2010:  L'inutile doppione
22 luglio 2010:  Contrordine
16 luglio 2010:  Alle Idi di marzo
12 luglio 2010:  Il bavaglio mai annodato
05 luglio 2010:  Aglio e olio truffaldino
03 luglio 2010:  Un pen­siero liberale
01 luglio 2010:  Eroi à la carte
29 giugno 2010:  Il pericolo nascosto
24 giugno 2010:  Addio Tonino
22 giugno 2010:  Vita d'inferno
14 giugno 2010:  Chiarezza innanzi tutto!
07 marzo 2010:  Cum grano salis
04 marzo 2010:  Mors tua vita mea
02 marzo 2010:  Per chi suona la campana?
27 febbraio 2010:  Dite che non è vero!
17 febbraio 2010:  In nome del popolo italiano
29 gennaio 2010:  Torti e ragioni
27 gennaio 2010:  Quella Bergen-Belsen?
17 settembre 2009:  Una madre contro
15 settembre 2009:  Lo strabismo di Feltri
11 luglio 2009:  Pezzopane crede ai miracoli
06 luglio 2009:  L'arringa finale
02 luglio 2009:  Ciao, ciao, bambina!
 
< Prec.   Pros. >

m-Media

Freedom Flottilla
Freedom Flottilla
Hayabusa
Hayabusa
We Con the World
We Con the World
D'Alema a Ballarò
D'Alema a Ballarò