 Astana Astana (Kazakhstan), 29 giugno. Si apre oggi ad Astana, capitale del Kazakhstan, la conferenza diplomatica internazionale dell’OSCE (Organizzazione per la Sicurezza e la Cooperazione in Europa) sul tema “Intolleranza e non discriminazione ”. Aprendo con la sua relazione i lavori della sessione sull’intolleranza religiosa il sociologo torinese Massimo Introvigne ha sostenuto che oggi le vittime più frequenti e insieme più dimenticate della discriminazione e delle persecuzioni sono i cristiani e in particolare i cattolici.
E questo – ha aggiunto il sociologo con riferimento alla città sede dell’OSCE – non solo “a Est di Vienna”, dove nel XXI secolo i cristiani continuano a subire in molti Paesi il martirio a causa della loro fede e del fanatismo dei seguaci di altre religioni, ma anche “a Ovest di Vienna”, dove si cerca di marginalizzare la Chiesa e d’impedirle di esprimersi liberamente, in particolare con “gravissime” sentenze giudiziarie come quella europea sul crocefisso e con limitazioni alla libera predicazione contro stili di vita come quello omosessuale, che la Chiesa considera inaccettabili ma che si vuole vietare ai cattolici di criticare pubblicamente attraverso le proposte di legge per la repressione dell’omofobia. “È in corso – ha detto Introvigne conversando con i giornalisti – un grande scontro internazionale fra chi vede la Chiesa insieme come vittima e come parte della soluzione al problema dell’intolleranza e della discriminazione e chi al contrario la vede come parte del problema e come istituzione intollerante e malevola per eccellenza. È uno scontro epocale da cui dipendono l’immagine e il ruolo della Chiesa nel XXI secolo. Le lobby gay, femministe e dei cattolici del dissenso ostili al Papa, attivissime pure nei corridoi di questa conferenza diplomatica in Kazakhstan, cercano di arruolare anche le istituzioni internazionali nella loro battaglia contro la Chiesa, giocando con grande abilità la carta della pedofilia e delle inchieste-spettacolo come quella in corso in Belgio, alla cui origine ci sono certo abusi reali ma le cui bizzarre esagerazioni sono alimentate precisamente dalle stesse lobby”. |