I brontosauri hanno il collo piegato all’indietro, verso il passato. Programmano nuove aggregazioni partitiche. Fanno a gara a inventarsi nomi di paglia e a fondare associazioni culturali e riviste. Vanno in qua e là ad esibirsi in convegni dove parlano del vuoto. E intanto l’Europa era infilzata da una crisi micidiale. Si parlava addirittura di capezzale dell’Europa, di effetto domino. Ma per i brontosauri era arabo, non ci capivano un’acca e a loro pareva che si stesse giocando a carte. Il collo sempre allungato all’indietro. Soltanto Napolitano si è accorto di ciò che stava facendo il governo, e con onestà lo ha pubblicamente riconosciuto. Duole ai brontosauri ogni volta che qualcuno loda il governo Berlusconi, e si sono guardati bene dal farlo. Ma il mal di pancia a sentire Napolitano, eccome se l’hanno avuto!
Se l’Europa non è andata a capriole lo si deve anche, ed in modo speciale a Berlusconi e al suo governo. Scrivevo qualche giorno fa che la fortuna degli italiani è stata quella che nel 2008, quando è scoppiata la crisi mondiale, al governo, al posto del nocivo Prodi, è andato Silvio Berlusconi. Qualcuno lassù ci ama. Oggi i lavoratori, quei pochi che ancora lavorano, avrebbero potuto trovarsi dimezzato il salario, e il ceto medio avrebbe potuto vedere il proprio risparmio ridotto a carta straccia.Ma i brontosauri questo non lo capiscono. È una lingua sconosciuta. Loro sono impegnati a fondare riviste e associazioni, a difendere i loro talk show, ad applaudire il pessimo lavoro di certa magistratura. Meno male che Silvio c’è, dice la canzone. E ieri notte c’è voluta la sferzata di un uomo che ha fatto l’imprenditore e sa di che cosa si stava parlando e dei pericoli che correvano le economia europee, per far assumere una decisione all’Europa, che stava ancora cincischiando. Dicevo l’altro giorno che non ricordo nei mie lunghi anni di vita una squadra di governo così efficace, almeno nei suoi dicasteri più significativi. L’uomo imprenditore Berlusconi ha saputo scegliere. Tremonti è diventato uno dei ministri più stimati e rispettati nel mondo. E il tanto dileggiato dall’opposizione Berlusconi gode di considerazione tanto fuori che dentro l’Europa per il suo dinamismo e la sua capacità di relazione. Dove sono finiti i giornali stranieri che denigravano il governo italiano? Se l’Europa si salverà (il cammino da fare è ancora lungo), essa lo dovrà, in maniera importante, anche all’Italia e alla efficienza del suo governo. Mai l’Italia ha avuto un tale prestigio in Europa. La si ascolta, e sempre più di frequente i suoi suggerimenti vengono adottati. Si ha finalmente fiducia nel nostro Paese, considerato da sempre parassitario, sprecone e superficiale. Ci si è resi conto in Europa e nel mondo che l’Italia ha oggi un governo di qualità. Non c’è miglior modo di festeggiare l’Unità d’Italia di quello che abbiamo avuto sotto i nostri occhi l’altro giorno a Bruxelles con il nostro governo tra i grandi protagonisti. Se ne ricordino tutti i brontosauri. Se ne ricordino specialmente Di Pietro, Bersani, Fini, Casini, Travaglio, Scalfari, Mauro. Se i loro cospicui risparmi si salveranno, dovranno dire grazie a Berlusconi. Cantare anche loro Meno male che Silvio c’è. Avranno un po’ di mal di pancia. Ma è la nemesi della Storia.
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