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In memoriam: Ralph McInerny (1929-2010) Stampa E-mail
Scritto da Massimo Introvigne   
lunedì 01 febbraio 2010
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McInerny (a sin.) con l'autore
Il 31 gennaio 2010 è morto all’ospedale cattolico di Mishawaka (Indiana) il filosofo e romanziere cattolico Ralph McInerny (1929-2010). Nel 2009 la pubblicazione a mia cura dell’edizione italiana del suo pamphlet più conosciuto e influente, Vaticano II – Che cosa è andato storto? (Fede & Cultura, Verona 2009), ha permesso di far conoscere meglio anche da noi la figura e l’opera di McInerny, da molti considerato il maggiore filosofo cattolico vivente, stimato da Giovanni Paolo II e da Benedetto XVI ma poco conosciuto nel nostro Paese nonostante gli sforzi del suo amico e collaboratore Fulvio Di Blasi e dell’associazione Thomas International, che ha fatto pubblicare L’analogia in Tommaso d’Aquino (Armando, Roma 1999) e Conoscenza morale implicita (Rubbettino, Soveria Mannelli [Catanzaro] 2006). McInerny è stato uno dei pochi intellettuali cattolici degli Stati Uniti la cui notorietà ha superato la cerchia degli accademici e si è estesa al grande pubblico. Nato a Minneapolis il 24 febbraio 1929, dopo studi al St. Paul Seminary, McInerny consegue la laurea in filosofia all’Università del Minnesota e il dottorato presso la Pontificia Facoltà di Filosofia dell’Università Laval, a Québec. Dal 1955 ha insegnato filosofia per oltre cinquant’anni all’Università Notre Dame presso South Bend, nell’Indiana, dove ha diretto fino alla morte il Centro Jacques Maritain. Il rapporto con quella che rimane la più grande università cattolica del mondo per numero d’iscritti è cruciale per intendere l’attività e la carriera di McInerny, che a Notre Dame – senza nascondere i problemi che la crisi teologica ha portato anche in questo prestigioso ateneo – ha dedicato parecchi dei suoi scritti. Membro della Pontificia Accademia di San Tommaso d’Aquino e della Commissione del Presidente degli Stati Uniti per le Arti e le Lettere, McInerny è stato profondamente legato all’Italia e a Roma – dove ha soggiornato ripetutamente – da un rapporto insieme culturale e affettivo. È stato considerato per anni il maggiore specialista vivente di San Tommaso. Le sue opere filosofiche sono in parte destinate agli specialisti, in parte agli studenti e al mondo cattolico per cui ha scritto alcune delle più brillanti e vivaci introduzioni alla filosofia in genere e al tomismo in particolare. Il suo itinerario di filosofo culmina, in un certo senso, con l’opera del 2006 Preambula Fidei. Thomism and the God of the Philosophers (Catholic University of America Press, Washington), da un lato un testo molto tecnico, dall’altro – come ha notato in un articolo sull’Osservatore Romano l’attuale Prefetto della Congregazione per la Dottrina della Fede, il cardinale William Levada (“La società secolarizzata ha bisogno di un’apologetica rinnovata”, 22 giugno 2008) – uno strumento in grado di fondare una “nuova apologetica” in grado di resistere alle rinnovate sfide del secolarismo e del relativismo.

 

McInerny preferiva certamente essere noto come filosofo. Ma gli è toccato in sorte di diventare uno dei nomi più conosciuti dagli appassionati di gialli e dal pubblico che segue i telefilm polizieschi alla televisione. Il filosofo, in effetti, era anche romanziere e autore di diverse serie di grande successo, tra cui emerge quella – che conta trenta volumi – dedicata al sacerdote detective padre Dowling, da cui è stata tratta una fortunata serie televisiva trasmessa anche in Italia. Mentre i telefilm riducono le storie al mero elemento poliziesco, i romanzi della serie di padre Dowling hanno offerto l’occasione a McInerny per riflettere – al di là della trama – sulla crisi della Chiesa Cattolica negli Stati Uniti dopo il Concilio Ecumenico Vaticano II. Anche la raccolta di racconti brevi The Wisdom of Father Dowling (Gale Five Star, Waterville [Maine] 2009) mostra come l’intrigo poliziesco sia spesso un pretesto per affrontare temi che vanno dall’eutanasia alla crisi della liturgia.

McInerny non si è mai concepito come un filosofo chiuso nella sua torre d’avorio, che interagisce unicamente con i suoi pari e con qualche fortunato studente. Da molti anni si era posto il problema dell’apologetica, collaborando a riviste come First Things del compianto don Richard John Neuhaus (1936-2009) e lanciando anche una serie di pubblicazioni che ha egli stesso animato, come Catholic Dossier e Crisis. Un vasto pubblico che lo conosceva soprattutto per la narrativa ha così trovato in McInerny un solido punto di riferimento apologetico e un difensore della Chiesa e del Magistero.

Negli ultimi anni McInerny era rimasto colpito dai danni fatti dai romanzi di Dan Brown anche presso i suoi studenti di Notre Dame. A ottant’anni si era quindi dedicato a una nuova fatica di romanziere reinventandosi come scrittore di thriller con The Rosary Chronicles i cui due volumi The Third Revelation e Relic of Time mettono in scena le indagini di un ex-agente dell’FBI intorno rispettivamente al terzo segreto di Fatima e alla Madonna di Guadalupe. Attento alle nuove tecnologie, McInerny aveva insistito perché i due romanzi fossero diffusi anche in versione Kindle, e si è conquistato un pubblico nuovo oltre a un rinnovato successo di critica.

La mia conoscenza personale con Ralph McInerny è nata oltre che da Fulvio Di Blasi dall’entusiasmo di mio padre (oggi novantenne) per i racconti di Padre Dowling. Dall’unico incontro che ho avuto con lui, di cui è frutto l’intervista che trascrivo, sono nati uno scambio di scritti e una corrispondenza affettuosa – dove McInerny ha mostrato apprezzamento e condivisione per le pubblicazioni e le attività di Alleanza Cattolica – in cui sono stato informato anche della grave malattia che il filosofo preferiva non pubblicizzare, impegnato com’era nell’ultima battaglia per protestare contro la presenza a Notre Dame, ufficialmente invitato nel 2009, di un presidente abortista come Barack Obama. Ho così potuto conoscere da vicino l’itinerario di uno dei più influenti intellettuali cattolici del XX e XXI secolo che è stato anche, nella salute e nella malattia, un cattolico fedele ed esemplare.

 

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