Accesso utente

[ Chiudi ]

Additivi alimentari: quanto sono sicuri ? (Parte prima) Stampa E-mail
Scritto da Achille Ghidoni   
mercoledì 30 dicembre 2009
Image
Gli additivi alimentari, se raggruppati, potrebbero somigliare ad alcune pagine dell’elenco telefonico, tanto sono numerosi. Vi sono compresi coloranti, conservanti, stabilizzanti, regolatori di acidità, addensanti, aromatizzanti e altri. Sono impiegati durante i processi di trasformazione e confezionamento degli alimenti, ma anche per agevolarne il trasporto, lo stoccaggio, e la commercializzazione, inclusa la permanenza sugli scaffali di un supermercato. Esistono diversi organismi di controllo che presiedono alla sicurezza dei prodotti destinati al consumo, e all’osservanza delle normative in merito, in ambito comunitario (UE), nazionale e regionale. Talora le competenze di questi organismi sono in concorrenza, e le normative stesse non sempre sono coerenti, ma sono, qualche volta, persino in contrasto tra loro, con risultato di scarsa chiarezza. I più importanti organismi spesso sono indicati con denominazioni abbreviate: EFSA (European Food Safety Authority), e JECFA (Joint Expert on Food Additives), quest’ultimo come emanazione della FAO, un’agenzia dell’ONU che si occupa di alimentazione e agricoltura), in collegamento con la OMS, l’Organizzazione mondiale della Sanità, e con l’FDA (Food and drug administration, l’autorevole Agenzia per gli alimenti e i medicinali negli USA, importante punto di riferimento per tutto il mondo).

Nonostante siano in vigore norme piuttosto restrittive per la sicurezza del cibo, da più parti trapelano indiscrezioni relative al fatto che non tutti gli additivi utilizzati sono privi di effetti negativi per la salute dei consumatori. Una palese incongruenza o, se vogliamo, un evidente conflitto di interessi, è legato al fatto che qualcuno di questi organismi è sponsorizzato, e quindi anche sostenuto finanziariamente da colossi industriali agroalimentari, spesso multinazionali. Questa stortura, se ha dei lati positivi legati alla esistenza stessa degli organismi di controllo, dall’altra comporta in un certo numero di casi, la non sempre corretta applicazione di norme per la sicurezza, in funzione di interessi economici non trascurabili, difficilmente bypassabili. Del resto conosciamo già un’altra perversione storica, quella del monopolio italiano dei tabacchi, dove lo Stato per decenni è stato tacito complice, nonostante molte evidenze scientifiche, delle serie minacce alla salute di chi fuma le sigarette, e anche di chi sta accanto (per via del fumo passivo).

Nei paesi europei aderenti alla Unione, tutti gli additivi dei cibi sono catalogati con una denominazione e classificazione, e devono essere indicati secondo la normativa UE nelle confezioni di prodotti alimentari, sia pure con una enigmatica sigla solitamente di tre numeri preceduti dalla lettera E.

Diversi coloranti sono presenti in preparati destinati all’ingestione, come caramelle e altre confetture, formaggini, gelati, ghiaccioli, yogurt, bevande analcoliche a base di frutta, e in molti altri alimenti confezionati. Alcuni coloranti naturali sono considerati innocui, ad esempio E 140 (clorofilla, estratta da vegetali), E 153 (carbone vegetale), E160 (carotenoidi, estratti da piante), E161 (xantofille), E163 (antociani estratti da frutta e verdura), ed altri.

Altri coloranti, invece, sono accusati di essere dannosi per la salute umana. Si tratta, soprattutto, dei coloranti rossi e gialli (E102, E104, E110, E 120, E122, E123, E124, E129) che, secondo uno studio britannico (Università di Southampton), sarebbero responsabili di vari disturbi. Tra questi, iperattività, scarsa concentrazione e reazioni allergiche. La britannica FSA (Food Standards Agency) ha definito questi risultati "importanti per la salute pubblica" anche se ufficialmente non potrà lanciare l'allarme prima che i risultati dello studio vengano pubblicati su una rivista scientifica. Tuttavia, alcuni esperti indipendenti hanno messo in guardia le famiglie britanniche dal consumo di prodotti contenenti questi additivi alimentari (già vietati nei paesi scandinavi e negli Usa). L'INRAN (Istituto nazionale di ricerca per gli alimenti e la nutrizione) ha suggerito l’opportunità di limitare nei bambini il consumo di bevande gassate e bibite a base di succo di frutta. Oltre ai coloranti e ai conservanti, certi alimenti contengono spesso anche aromi, zuccheri o edulcoranti, dei quali non si conosce la completa innocuità.

Pertanto, nella scelta di un prodotto da acquistare, è consigliabile verificare la presenza di additivi segnalati in etichetta, e scegliere quelli che ne sono privi. Attualmente l'EFSA (l'ente europeo per la sicurezza alimentare) sta rivalutando la sicurezza di tutti gli additivi utilizzati in Europa, e la priorità è stata data proprio ai coloranti. In Italia sono comunque vietati i coloranti in tutti prodotti destinati a bambini fino a 3 anni.

 

Indirizzo e-mail protetto dal bots spam , deve abilitare Javascript per vederlo

 

0 commenti
Accedi per commentare l'articolo
 
< Prec.   Pros. >

m-Media

Freedom Flottilla
Freedom Flottilla
Hayabusa
Hayabusa
We Con the World
We Con the World
D'Alema a Ballarò
D'Alema a Ballarò