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La controproposta di Teheran è un sostanziale rifiuto Stampa E-mail
Scritto da JimMomo   
venerdì 30 ottobre 2009
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New York Times
e Washington Post sono arrivati alle stesse conclusioni, ascoltando le loro fonti diplomatiche europee ed americane: l'Iran di fatto respinge il punto centrale della bozza preparata dall'Aiea, e ufficialmente approvata la settimana scorsa da Usa, Russia e Francia, per l'arricchimento dell'uranio iraniano all'estero. Un alto funzionario europeo definisce la risposta iraniana «sostanzialmente un rifiuto», spiegando al NYT che «il problema principale è che l'Iran non vuole esportare il suo uranio leggermente arricchito. Questo non è un dettaglio di secondaria importanza, questo è il nocciolo del problema».
Non è chiaro, però, se quella giunta ad El Baradei (pare oralmente) sia la risposta definitiva o una controproposta. Il direttore dell'Aiea avrebbe risposto all'ambasciatore iraniano all'Onu che la loro controproposta, così com'è strutturata, non verrebbe accettata da Russia, Francia e Usa, chiedendo ulteriori «chiarimenti» da parte di Teheran. Si attende una risposta formale, scritta, entro oggi, nella quale gli iraniani potrebbero ancora accettare la bozza prendendo atto dell'indisponibilità sulla loro controproposta.

Di fatto l'Iran al momento respinge l'idea di trasferire in blocco il 75% (circa 1.180 chilogrammi) del proprio uranio a basso arricchimento all'estero, una quantità che gli impedirebbe, per almeno un anno, di avere scorte sufficienti per produrre una bomba atomica. E la proposta dell'Aiea era finalizzata esattamente a dare alla diplomazia un anno di tempo per arrivare ad un più ampio accordo. Come avevamo anticipato ormai giorni fa, Teheran vorrebbe mantenere in ogni momento le attuali scorte di uranio a basso arricchimento, quindi acconsentirebbe a spedirle "a rate" per l'arricchimento all'estero, consegnando la successiva tranche solo dopo aver ricevuto, arricchito al 19,75%, l'uranio della spedizione precedente. Ma come osserva anche il WaPo, «it would mean its stockpile of enriched uranium would not be significantly reduced».

Quasi tutti i giornali italiani abboccano alle parole concilianti di Ahmadinejad («Siamo pronti a collaborare»), mentre solo il Corriere della Sera e il Giornale nei titoli avvertono che «non c'è intesa sulla bozza» e «l'imbroglio è dietro l'angolo».
 
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