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Come sterminare il prossimo e vivere felici e contenti |
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Scritto da Nicolò Vergata
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giovedì 24 settembre 2009 |
 ... La sera dell'11 dicembre 2006, verso le 20:30, i Vigili del Fuoco di Erba intervengono in una vecchia corte ristrutturata in Via Diaz 25, dove è divampato un incendio in uno degli appartamenti che la compongono. I pompieri entrano per primi nell'abitazione, dove scoprono quattro corpi senza vita e un sopravvissuto, Mario Frigerio, gravemente ferito e mezzo sgozzato, che viene trasportato d'urgenza all'ospedale di Como dove rimane in coma poco meno di un mese.Raffaella Castagna è stata colpita selvaggiamente con una spranga, aggredita da dodici coltellate e poi sgozzata.
A coltellate è stata uccisa anche Paola Galli, madre di Raffaella, e la vicina di casa Valeria Cherubini, accorsa per prestare aiuto. Con un colpo unico alla gola è stato ammazzato Youssef, un bambino di soli due anni. Il marito della Cherubini, Mario Frigerio, è stato picchiato e accoltellato alla gola.Le indagini, condotte inizialmente dal procuratore di Como Alessandro Lodolini, si concentrano su Azouz Marzouk, originario della Tunisia, marito di Raffaella Castagna e padre di Youssef. Marzouk aveva precedenti penali per spaccio di droga ed era uscito dal carcere grazie ad un indulto. Marzouk era in Tunisia in visita ai genitori al momento dei fatti; rientra precipitosamente in Italia, dove viene interrogato dai carabinieri. Gli inquirenti confermano il suo alibi e iniziano a sospettare di un regolamento di conti compiuto contro di lui. Il 9 gennaio 2007, dopo un lungo interrogatorio, i coniugi Olindo Romano, 44 anni, netturbino e la moglie Rosa Bazzi, 43 anni, domestica, vicini di casa di Raffaella Castagna, vengono arrestati. Contro di loro vi sarebbero tracce del DNA di Valeria Cherubini, ritrovate nella SEAT Arosa di Romano, dai RIS di Parma. L'uomo è accusato di omicidio plurimo pluriaggravato, la donna di concorso. Sarà la testimonianza di Frigerio a chiarire che anche Rosa ha partecipato attivamente alla strage. Gli inquirenti risalgono ai frequenti diverbi esistenti fra i Romano e Raffella Castagna, sfociate anche in una lite il 31 dicembre 2005 e in una causa civile fra le parti, che avrebbe dovuto svolgersi due giorni dopo la strage. I due ribadiscono la loro innocenza e dichiarano di aver trascorso la serata in un fast-food di Como, di cui hanno conservato anche lo scontrino, il cui orario è però due ore avanti rispetto alla strage.[2]L'11 gennaio 2007, davanti ai magistrati Alessandro Lodolini, Simone Pizzotti, Mariano Fadda, Antonio Nalesso e Massimo Astori, i Romano ammettono di essere gli esecutori della strage. Contro di loro anche la testimonianza di Mario Frigierio, unico sopravvissuto. La Corte d'Assise pronuncia il 26 novembre 2008 la sentenza di primo grado: i coniugi Romano sono condannati all'ergastolo con l'isolamento diurno per tre anni. La corte inoltre stabilisce come risarcimento una quota di 500 000 euro per i Frigerio, 60 000 euro a Marzouk, 20 000 per i suoi genitori residenti in Tunisia Senonchè gli avvocati dei due coniugi condannati all’ergastolo, ricorrono ora al giudice di sorveglianza di Reggio Emilia, competente per il carcere di Parma, dove si trova Olindo, reclamando che la parte della sentenza di condanna dove si è disposto la divisone fisica (la moglie Rosa è detenuta nel carcere di Vercelli) è immotivata e comprime i diritti dei due condannati.Il giudice, intanto, ha disposto che i colloqui tra i due ergastolani debbano essere assicurati ogni quindici giorni ed ha aperto una istruttoria ai fini del trasferimento di entrambi in un’unica cella. Peccato che tutti quelli che hanno ucciso, al massimo si possono riunire in un’unica tomba. A questo punto volevo intervenire con un breve ma “pepato” commento. Poi ho pensato che, mentre io sto “sognando California” (solo per la severità delle pene colà in uso, ad eccezione della pena di morte cui sono contrario), l’argomento si presta ad una discussione, anche per sentire le diverse opinioni. Del resto, la mia modesta opinione si intuisce dal titolo.
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