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Il mare si raffredda, ma non ditelo: non è politically correct Stampa E-mail
Scritto da Corrado Fronte   
Friday 18 September 2009
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Il dr. David Evans
Un articolo apparso su Global Research il 23 luglio scorso, a firma del dr. David Evans, riporta i dati della temperatura del mare misurata con il sistema Argo composto da 3000 stazioni galleggianti sparse in modo statisticamente significativo su tutti i mari del globo. Da quando il sistema è in funzione, dal 2003, i dati mostrano una diminuzione continua della temperatura del mare.

A riprova di ciò, David Evans racconta di un incontro con il ministro australiano del clima Penny Wang, al quale fu chiesto come mai il riscaldamento globale si fosse fermato nel 1998, come anche confermato dalle misure satellitari, mentre contemporaneamente le emissioni umane di CO2 erano continuamente aumentate. La risposta del ministro fu che la temperatura dell’aria non è significativa, in quanto soggetta a oscillazioni nel breve termine, mentre va considerata la temperatura del mare, che secondo il ministro mostra una crescita costante, ed a riprova spiattellò il grafico qui riportato e che è quello ufficialmente accettato.

 

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Ma questo grafico, avvisa David Evans, è stato ottenuto con metodi superati e non statisticamente significativi perché presi lungo le rotte commerciali con una strumentazione non adeguata. I dati prodotti da Argo dimostrano l’opposto, e cioè che dal 2003 ad oggi si riscontra una diminuzione della temperatura del mare, ed espone il grafico seguente.

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Ocean heat content from mid 2003 to early 2008, as measured by the Argo network, for 0-700 metres. There is seasonal fluctuation because the oceans are mainly in the southern hemisphere, but the trend can be judged from the highs and lows. (This shows the recalibrated data, after the data from certain instruments with a cool bias were removed. Initial Argo results showing strong cooling.)  

A riprova della affidabilità statistica dei dati di Argo, Evans espone la mappatura delle sonde galleggianti, che ricopre l’intera superficie degli oceani:

 

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  The Argo network has floats measuring temperature in all of the oceans.

Le stazioni galleggianti raccolgono dati di temperature e di salinità dell’acqua tramite una sonda che raggiunge i 2000 metri di profondità, e le trasmette via satellite al NASA's Jet Propulsion Laboratory

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An Argo float descends to cruising depth, drifts for a few days, ascends while recording temperatures, then transmits data to satellites. 
 
Ebbene, sembra incredibile, ma questi dati vengono occultati. Dice Evans: I dati prodotti da Argo non sono resi disponibili, e per ottenerli ho dovuto chiederli personalmente al responsabile del centro della NASA, Josh Willis. Da essi fu possibile ricavare il grafico sopra riportato.  Data l’importanza delle temperature dell’Oceano, non vi sembra questo un caso straordinario? Chiede ironicamente Evans. Ed aggiunge: «Se i dati di Argo mostrassero temperature in aumento, non credete che verrebbero propinati ovunque a non finire?»

Dr David Evans worked for the Australian Greenhouse Office from 1999 to 2005, building the carbon accounting model that Australia uses to track carbon in its biosphere for the purposes of the Kyoto Protocol. He is a mathematician and engineer, with six university degrees including a PhD from Stanford University.

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