 Napoli, il chiostro di Santa Chiara Alla ripresa dei lavori parlò il Cardinale de Mellis. Nel silenzio e nel raccoglimento di tutti i Padri, egli si alzò dallo scranno e argomentò che sia i religiosi che i laici che si riconoscevano nel culto dell’Unotrino non erano avvezzi a compiere tali operazioni, e di conseguenza si sarebbero certamente ingannati quanto alla direzione verso cui rivolgersi, fosse quella della Mecca, di Gerusalemme o fosse il punto mediano fra tali sante città. Si rischiava così, in caso si fosse sbagliata la direzione, di rendere vano tutto il significato della manovra (fatto salvo ogni giudizio su di essa, che il cardinale non voleva esprimere al presente). L’assemblea rimase muta, non sapendosi bene cosa rispondere all’illustre Presule.
Ma ancora una volta la via fu indicata dal nostro santo Ordine, per la bocca ispirata del Ministro generale. Dissero poi che in realtà, avendo egli previsto l’obiezione del Cardinale de Mellis, si fosse consigliato con i dotti islamici che liberamente frequentavano, come ora pure lo frequentano, il sacro Monastero di Assisi: di questo nulla io so per certo. Fatto sta che il Ministro, chiesta la parola, ottenutala, alzatosi in piedi, con la semplicità che contraddistingue ogni suo gesto tirò fuori dalla tasca capace un piccolo oggetto rotondo, e sorridendo lo alzò sopra il capo e si mise a mostrarlo tutto in torno agli altri reverendissimi Padri. E come molti di questi, non riuscendolo a distinguere, chiedevano ad alta voce: cos’è? cos’è? da ogni parte dell’immensa sala, egli disse che l’oggetto altro non era che una bussola, invero di buona fattura e qualità anche se piccoletta, e che guardandola agevolmente si poteva capire la direzione in cui volgersi pregando. E poiché quello di dire le orazioni è un sacro dovere per un frate, per un sacerdote, e a ben vedere anche per un laico, aggiunse che bisognava che l’uso della bussola fosse dichiarato doveroso per chierici e monaci, e quanto meno consigliato ai laici. Così il Concilio con un apposito atto stabilì quello che ora tutti vedono e sanno, e cioè che noi fraticelli minori portiamo la bussola appesa alla corda che ci cinge i fianchi, che i membri di altri sacri ordini la portano legata alla loro cintura in pelle, mentre i sacerdoti, non avendo cintura, la portano in una tasca della loro tonaca, quando la indossano. 0 commenti Accedi per commentare l'articolo
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