 ... Il Presidente Fini, coerente al profilo che ha assunto da due anni a questa parte, interviene sul "caso" Boffo con parole sagge ed equilibrate, dicendo: "Attenzione al rischio del totale imbarbarimento: da qualche tempo in Italia non si polemizza tra portatori di idee ma si tenta di demolire colui che quell'idea ce l'ha. Si sta andando verso una sorta di killeraggio delle persone, un giorno tocca a uno e poi ad un altro.
È la fine non della politica con la "P" maiuscola ma di un confronto rispetto alle idee". Parole sacrosante, peccato che arrivino con quattro mesi di ritardo dopo che in questo periodo il Presidente del Consiglio, il "suo" Presidente del Consiglio, è stato letteralmente massacrato con insinuazioni infamanti e ingerenze pesantissime nella sua vita privata e familiare. Perché Gianfranco non ha detto le stesse parole che oggi pronuncia in difesa del Direttore di Avvenire, quando i più importanti giornali Italiani e stranieri "linciavano" Silvio Berlusconi? Perché non ha consigliato a Franceschini più prudenza quando questi si permise di insultare il Premier come padre e di riflesso ingiuriò i suoi figli? Perché non ha detto"basta" quando la stampa straniera, amorevolmente insufflata" da quella italiana, svillaneggiava il Premier e pubblicava foto privatissime in cui, tra l'altro, veniva violata la riservatezza del capo di uno Stato straniero? Perché tanta sollecitudine e saggezza, oggi, che anche il "suo" centrodestra ha cominciato a menare qualche fendente, mentre ha taciuto per mesi quando tutti davano addosso all'uomo che l'ha elevato ( piaccia o no, caro Fini è proprio così) alla terza carica dello Stato? Forse che parlare di Noemi era fare un "confronto rispetto alle idee"? Forse che Repubblica non ha fatto tutti i giorni da quattro mesi, killeraggio di una persona? Erano quelle di Mauro e D'Avanzo amorose cure e fraterni interessamenti? O forse Berlusconi non è "una persona"? No, caro Presidente, ci spiace, ma ha perso un'occasione per tacere visto che non ha voluto parlare prima. Così il suo intervento assume il valore di una "captatio benevolentiae" nei confronti degli ambienti che, a suo avviso, contano. Inclinazione nella quale sembra essersi specializzato negli ultimi tempi.
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