 Abbazia di Chiaravalle, Milano Ma di questo non voglio parlare, per il rispetto che ogni figlio deve avere verso la propria Madre. Ora avvenne ciò che tutti sanno: che poche settimane dopo l’inizio dei lavori conciliari nostro Signore (comunque oggi lo si appelli) chiamò a sé l’anima del Santo Padre Benedetto.
Grande fu lo sconforto di tutta la Chiesa, e principalmente di quanti non volevano che la nostra santa religione avesse a finire o diventasse tutt’altro da quel che era. Fatto sta che il concilio fu sospeso, ed ebbe inizio il conclave. A questo, lasciato il suo santo eremo presso Gerusalemme, intervenne pure il Cardinale Epifanti Oldoini, il quale non aveva potuto presenziare il Concilio perché non era in buone condizioni di salute, ma si diceva che tutto quanto vi accadeva gli venisse riportato così che egli poteva consigliare quei Padri che più lo corrispondevano. Dicono anche che all’ingresso nel sacro palazzo di quest’uomo sempre serio e composto, grande e solenne nella figura, la gran parte degli altri Padri si alzarono in piedi e lo salutarono con gesti e parole di affetto, ai quali rispondeva col braccio alzato, benedicendo. Quando, in capo a un mese di discussioni e di votazioni, egli fu papa col nome di Paolo VII, prima della ripresa del Concilio fu stabilita una settimana di pausa per ristorare i Padri dalle molte ambasce di quel periodo tempestoso. In quella settimana la bozza dell’enciclica mai pubblicata Solvendam Ecclesiam fu fatta leggere a molti eminenti Padri. Di alcuni essa ebbe l’approvazione, ma altri la ritenevano fin troppo azzardata, parendo loro che non tutto ciò che era il tesoro delle cose buone e sante della Chiesa di Cristo fosse da sbarazzarsene. D’altro canto quei cardinali che non ritenevano di dover «officiare le esequie della loro Santa Chiesa» (così disse in confidenza uno di loro, e la frase si riseppe in giro) orbati della guida e del sostegno del santo Padre Benedetto che era uomo tanto mite di modi quanto di animo fermissimo, erano restati come timidi e ammutoliti. Non gli reggeva l’animo di sostenere le loro convinzioni tutte intere, anche perché la stampa secolare oltre che quella religiosa proprio in quel punto (s’era ormai giunti ai primi mesi del 2019) prese a pungerli e sbeffeggiarli senza il minimo ritegno dovuto alla santità loro. Perciò questi venerabili Padri in concilio non altro facevano che cautamente avanzare dubbi e difficoltà di fronte alle proposizioni dei sodali del santo Padre Paolo VII. Apparve però anche così, nonostante le cautele e le timidità, che una gran parte dei Padri Conciliari non erano contenti di questo progetto concertato fra Assisi, Milano e Gerusalemme. Pure da parte di alcuni Ordini monastici e da movimenti di laici del popolo di Dio vennero delle critiche. Specialmente da parte di quell’ordine (o qualcosa di simile) che poi è stato sciolto e che era nato in Spagna (non ne ricordo il nome perché non se parla più, ma era un nome latino) vennero usate parole di grande fermezza, che non piacquero al nuovo Pontefice. E insomma di fronte al rischio di uno scisma di grandezza immensa il santo Padre Paolo cambiò il suo divisamento.
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