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La sinistra sulla sicurezza: dai decreti prodiani con errori alle critiche demagogiche Stampa E-mail
Scritto da Christian De Mattia   
sabato 04 luglio 2009
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Attaccano con slogan come “passa l’equazione immigrazione=criminalità”, parlano di “testo sbagliato, ingiusto e inutile”, sperano che il Quirinale possa rimandare indietro il provvedimento, stabiliscono che il ddl è dannoso per il paese, alludono a “riecheggiamenti di leggi razziali”, annunciano “disobbedienza civile”. Insomma un protesta piuttosto omogenea, volontariamente e allegramente demagogica. Ma una domanda sorge spontanea: che cosa hanno fatto loro sui temi dell’immigrazione, della sicurezza e della criminalità?
1 novembre 2007, muore la signora Reggiani a Tor di Quinto, aggredita, violentata e poi uccisa brutalmente da uno sbandato rom.
L’allora sindaco di Roma Veltroni chiede un immediato intervento del governo affermando “Ci vuole un intervento straordinario, d'emergenza. Non si può girare intorno al problema, è una grande questione nazionale che riguarda tutte le grandi città. Rivolgo un appello perché si contribuisca tutti insieme, in Parlamento, a fare nuove norme per la sicurezza”.
L’esecutivo Prodi, tra l’altro non proprio con celerità, porta il decreto in parlamento il 10 dicembre. C’erano già state divergenze nella visione del provvedimento tra l’ala di sinistra e quella più centrista. Il testo arriva al Senato, blindato dalla fiducia. Durante la discussione l’opposizione fa notare che degli articoli nel dl fanno riferimento a normative e trattati che in realtà nulla hanno a che fare con quanto espresso nella legge. Il dl passa, nonostante il voto contrario della senatrice Binetti per le norme anti-omofobia.
Ma il pasticcio tecnico-giuridico è troppo grave, il decreto viene fatto decadere per gli errori al suo interno. È nullo a causa della fretta, delle divisioni e dell’incapacità di chi lo ha scritto. Il Governo decide di rinunciare alla conversione del decreto legge in materia di sicurezza.
Preannuncia un nuovo decreto sostitutivo per fine dicembre. Ma alla fine decreto non vedrà mai la luce a causa dei litigi all’interno della maggioranza, non uscirà niente dal Consiglio dei Ministri e nulla arriverà in aula. Quindi nonostante un’emergenza denunciata persino dal leader del Pd il Governo non fu in grado di intervenire per un’assoluta mancanza di serietà nel mettere insieme norme e articoli del provvedimento.
In 2 anni di Governo Prodi non c’è stato alcun intervento in temi di sicurezza, criminalità, immigrazione. Il vuoto assoluto.
Il Governo Berlusconi in un anno di vita ha approntato due decreti (uno generale e uno antistupri), ha reso legge dello Stato la normativa antistalking e ora questo ddl sicurezza, comprensivo di norme su criminalità. Immigrazione, lotta alla mafia, degrado sociale, accattonaggio eccetera.
Possono gli incapaci protagonisti del nulla totale in temi di sicurezza definire inutili e dannosi i provvedimenti che l’Italia richiedeva da anni? Possono criticare dal basso dei loro precedenti in materia?
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