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Ciao, ciao, bambina! Stampa E-mail
Scritto da Perla   
Thursday 02 July 2009
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All’indomani del voto europeo Debora Serracchiani, altrimenti detta “Quellachehapresopiùvotidiberlusconi”, era intervenuta a Ballarò e dopo la sua brillante perfomance avevamo elucubrato sulla potenziale nascita della nuova leader dell’opposizione, su colei che avrebbe rigenerato un centrosinistra agonizzante, restituendo così alla democrazia un pilastro fondamentale su cui reggersi. Anche se:
“Forse agli elettori del centrodestra la neo deputata europea non apparirà molto diversa dai suoi compagni sia per il suo antiberlusconismo sia per il suo atteggiamento da persona antropologicamente superiore (molto dilibertiano); dotata di poca originalità nell’argomentare, fa risuonare nelle orecchie le stesse parole e le stesse accuse che hanno imbarbarito la campagna elettorale appena conclusa.
In fondo, si dirà, ribadisce le tesi di Repubblica e di Franceschini ma le presenta meglio perché colorate di rosa.”
(Perla - 10 giugno 2009)
Ma se noi la valutavamo scontata e un po’ infantile, ecco cosa dice oggi Il Riformista in “Asilo politico”:
“Ma il problema ancora più grave è il messaggio che si trasmette all'elettorato. Quando Serracchiani dice che la sola esistenza di D'Alema nello schieramento a lei avverso legittima il fatto di schierarsi dall'altra parte ripropone in casa propria la più vieta formula dell'antiberlusconismo: l'ammucchiata politica contro la persona. Un contesto in cui la politica sfuma appunto nell'antropologia, declinata di volta in volta secondo la parola d'ordine della «diversità», della «superiorità morale» o dell'«alterità genetica». Tornare a questa impostazione sì che sarebbe un clamoroso ritorno all'indietro per il Pd. Se Serracchiani e i suoi seguaci non vogliono che Franceschini finisca davvero a fare l'avvocato, farebbero bene a rifletterci.”
 (S. Cappellini - 2 luglio 2009)
Serracchiani è quindi quel nuovo che avanza, ormai scaduto, rimasticato però da molti suoi coetanei, compresi quelli che si autodefiniscono i giovani del Pd, benché la loro età ruoti intorno ai quaranta.
Il vecchio Macaluso ride di tutto questo giovanilismo, memore dei tempi in cui a quattordici anni si entrava e a trenta si usciva dalla federazione dei giovani comunisti, per raggiunti limiti di età: Sono i bamboccioni di Piombino .

www.perlascandinava.wordpress.com
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