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Sì o No per lui pari sono |
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Scritto da Perla
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giovedì 04 giugno 2009 |
L'altroieri sera a “Porta a porta” Silvio Berlusconi ha definitivamente affossato il referendum. Non farà campagna per i sì, ha detto, benché la loro affermazione non potrà che andare a vantaggio del Pdl; tuttavia non vede neppure l’opportunità di minare un’alleanza in atto, visto il buon funzionamento della coalizione con la Lega.
Si tratta di un concetto estremamente utilitaristico, semplice e disarmante nella sua impoliticità. Un concetto scandaloso per i filosofi della politica politicante ma, come tante altre volte, in sintonia con la volontà della maggioranza degli elettori. Molti, specie a sinistra, motivano questa presa di posizione del premier con una tremebonda sudditanza verso Bossi, ma, ammesso e non concesso che abbiano ragione, nei calcoli del Cav. risulta evidente che il valore del referendum è di molto inferiore al valore delle attuali alleanze. In quanto ai leghisti rimane un mistero la loro dura “campagna” astensionista; da parlamentari di lungo corso hanno più di una volta, non da soli, votato e modificato un risultato referendario. Insomma, complice anche Mario Segni, il parlamento ha più di una volta vanificato l’art. 75 e annullato quanto espresso nelle urne dalla “sovrana” volontà popolare.
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