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La follia ambientalista può produrre danni irreparabili |
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Scritto da Corrado Fronte
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domenica 19 aprile 2009 |
 John Holdren Secondo John Holdren, il riscaldamento globale si potrebbe fronteggiare sparando nell’alta atmosfera particelle riflettenti, che schermino la Terra dai raggi solari. Badate bene: chi sta prendendo in considerazione questo progetto non è un pazzo rinchiuso in un manicomio. E’uno scienziato con una sonante carriera alle spalle, ed è il consulente scientifico di Obama. Dal mio punto di vista questa idea è assolutamente folle, in quanto il cambiamento sarebbe irreversibile, con conseguenze del tutto imprevedibili, e il danno agli equilibri del pianeta assolutamente irreparabile.
Ma Holdren gode del pieno appoggio di Barack Obama che, nel nominarlo all’alto incarico, il 20 dicembre 2008, lo ha definito “una delle voci più appassionate e tenaci del nostro tempo riguardo la crescente minaccia dei cambiamenti climatici” e si è detto “ansioso di ricevere i suoi saggi consigli negli anni futuri”. Del nutrito curriculum mi limito a segnalare che Holdren è professore di Politica Ambientale alla Harvard John F. Kennedy School of Government, e allo Harvard’s Department of Earth and Planetary Sciences, direttore del programma Scienza,Tecnologia e Politica pubblica al Belfer Center for Science and International Affairs . Inoltre J. Holdren è Presidente e Direttore dell’indipendente, nonprofit Woods Hole Research Center. Nella cerimonia della nomina Obama, con un energico discorso sulla necessità che la tecnologia e la scienza avanzata siano parte dell’agenda nazionale ha detto che fin da ora, nei laboratori, nelle aule e nelle compagnie americane, le nostre “menti guida” lavorano duramente per trarre profitto dalla prossima “grande idea”, la punta di sfondamento innovativo che potrà rivoluzionare le nostre vite. Da parte sua Holdren ha dichiarato che nessuna delle grandi sfide dei nostri tempi, strettamente correlate tra loro, come l’economia, l’energia, l’ambiente, possono essere risolte senza il contributo della fisica, della scienza della vita e dell’ingegneria, ed il presidente Obama lo ha capito perfettamente. L’ingegneria, appunto, anzi la geoingegneria. Di cosa si tratti esattamente dovremo capirlo meglio. Sembrerebbe che il suo scopo sia quello di intervenire strutturalmente sulla geofisica del pianeta apportando correzioni e rimedi strutturali, come si farebbe con un palazzo da restaurare o un macchinario inceppato. La schermatura della Terra dai raggi solari è un prodotto di questa nuova tecnica. Un’altra idea sarebbe quella dei cosiddetti “alberi artificiali” che aspirerebbero l’anidride carbonica. Progetto a cui Holdren guarda con interesse, anche se lo ritiene molto costoso. Ma a mali estremi, estremi rimedi. La Terra si troverebbe nella situazione di un’automobile che si sta avviando verso un precipizio nella nebbia, con freni e sterzo che non funzionano. C’è da mettersi le mani nei capelli. Ho già illustrato in un precedente articolo come la irragionevole spinta verso i biocarburanti stia portando alla distruzione delle foreste e aggravi il problema della fame nel mondo. Non si può non ricordare e concordare con quanto disse Vaclav Klaus: gli ambientalisti rappresentano oggi il più grave rischio per il pianeta.
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