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Scritto da andrea amati
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domenica 19 aprile 2009 |
Qualche giorno fa un deputato di non so di quale schieramento si è guadagnato un trafiletto di notorietà per avere chiesto al Presidente Fini di far installare nei banchi dei deputati una sorta di “cyclette”, per consentire un po’ di salutare moto ai deputati, condannati a sedere inattivi per ore. Ho trovato emblematica la notizia. Non tanto per l’oggetto della richiesta, per strampalata che possa apparire.
Mi ha colpito soprattutto il fatto che il deputato salutista, invece di attrezzarsi per proprio conto a risolvere il problema della protratta sedentarietà, abbia richiesto l’intervento dall’alto, cioè della sua presidenza, con addebito della relativa spesa al bilancio della Camera. Mi è sembrato di cogliere uno spaccato della nostra patria, dove all’inventiva non si accompagna la fiducia nei propri mezzi, alla disposizione al rischio, anche del ridicolo, e le idee sono solo parola perché a pagare il conto deve essere sempre qualcun altro. 0 commenti Accedi per commentare l'articolo
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