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Golpe in Madagascar, preso il palazzo presidenziale Stampa E-mail
Scritto da Il Legno Storto   
lunedì 16 marzo 2009
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Marc Ravalomanan rifiuta di dimettersi: combatterò e morirò se necessario.Il blitz ha avuto inizio poche ore dopo la richiesta fatta dal leader dell'opposizione, Andry Rajoelina, alle forze della sicurezza di arrestare il presidente.
Golpe in Madagascar dove i militari si sono impadroniti degli uffici governativi, della Banca centrale e del palazzo presidenziale della capitale Antananarivo. Il blitz ha avuto inizio poche ore dopo la richiesta fatta dal leader dell'opposizione, Andry Rajoelina, alle forze della sicurezza di arrestare il presidente Marc Ravalomanan, che rifiuta di dimettersi nonostante una crisi politica che ha già provocato 135 morti.
Sono stati sparati colpi di arma da fuoco e si sono udite due forti esplosioni, ma il capo di Stato maggiore dell'esercito, il colonnello André Andriarijaona, che con uomini e carri armati ha circondato il palazzo ed è entrato senza incontrare particolare resistenza, ha spiegato di non voler più agire contro la popolazione civile. ''Per il momento non faremo altre operazioni" ha detto aggiungendo che l'irruzione ha lo scopo di ''affrettare la partenza di Ravalomanana. Siamo contrari allo spargimento di sangue. Fino a quando non avremo garanzie su come si comporteranno le guardie presidenziali non faremo irruzione nella residenza fuori dalla capitale".
Ravalomanana e' asserragliato nel palazzo presidenziale fuori citta' insieme ad alcune guardie che gli sono rimaste fedeli e, ha assicurato il colonnello ribelle, non c'e' alcun piano di attaccarlo. "Siamo contro ogni spargimento di sangue" ha detto, "quindi non ci muoveremo fino a quando non avremo garanzie dalle sulle intenzioni della guardia presidenziale".
Ravalomanana  ha dichiarato: "Continuero' a combattere e moriro' insieme alle mie guardie se sara' necessario".
All'inizio del mese di febbraio, durante gli scontri sanguinosi davanti al palazzo presidenziale, i militari avevano sparato contro i manifestanti uccidendo almeno 28 persone e ferendone circa 200.
L'Unione africana, riunita d'urgenza ad Addis Abeba ha dichiarato che condannerà ogni presa del potere illegale. Sono morte 135 persone negli ultimi giorni, con gravi problemi per il turismo.
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