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Audi annuncia l'annullameno di tutti i piani per l'ibrido Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Forconi   
mercoledì 17 dicembre 2008
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La decisione di Audi di rimandare lo sviluppo e la commercializzazione di vetture a tecnologia ibrida non ha fatto molto scalpore perché è rientrata nel filone della riduzione degli investimenti che tante aziende stanno adottando a seguito dell’andamento della situazione economica. Guardando un po’ più in profondità non è proprio solo così. Il gruppo Volkswagen Audi è uno dei gruppi più avveduti dell’intero panorama automobilistico ed anche uno dei meno dominati (in termini relativi ovviamente) dal marketing. Se andiamo ad analizzare tutta la produzione degli innumerevoli marchi in loro possesso vediamo che è caratterizzata da una buona dose di pragmatismo e di buon senso.
La scelta di sospendere lo sviluppo dei sistemi ibridi è stata dettata dai dubbi sulla sicurezza e soprattutto dalla certezza della scarsa efficienza. Sotto quest’ultima frase si cela una grande verità che per il momento solo il gruppo Volkwagen-Audi ha avuto il coraggio di esprimere, anche se non apertamente. Gli attuali sistemi ibridi non hanno nessuna reale utilità nella guida quotidiana a meno di utilizzi estremi come quello esclusivamente cittadino. In tutti gli utilizzi classici una vettura ibrida consuma più carburante di una vettura tradizionale, ed ancora di più di una vettura ad alta efficienza come le ultime Bmw immesse sul mercato che, con i sistemi chiamati “EfficientDynamics”, raggiungono importanti traguardi in termini di riduzione reale di consumi ed emissioni. Tanto è vero che Audi ha proprio sottolineato che i futuri investimenti saranno tutti nella direzione di incrementare l’efficienza dei motori diesel e di ridurre il peso delle vetture: insomma, efficienza e pragmatismo. Non dimentichiamo che costruire vetture più leggere (un pallino di uno dei più geniali progettisti di tutti i tempi come Colin Chapman) significa ottenere minori consumi di carburante e migliori prestazioni anche con motori di cubatura inferiore.
Tutti i sistemi ibridi oggi sul mercato hanno soltanto un obiettivo, ovviamente non dichiarato: mostrare la loro efficacia attraverso la riduzione dei consumi e delle emissioni inquinanti nei cicli definiti dalle specifiche di omologazione. Non servono quasi a nulla nella vita reale: il motore elettrico viene usato solo con questa finalità, l’importante è omologare vetture con dati spettacolari, nettamente migliori delle automobili tradizionali, e ovviamente condire il tutto con una sana vena ambientalista che aiuta sempre tanto, sia chi vende sia chi compra, a sentirsi con la coscienza a posto. I sistemi ibridi infatti hanno una autonomia nella modalità elettrica limitatissima, alcuni modelli non riescono nemmeno a fare un chilometro senza l’ausilio del motore a scoppio, per non parlare, come già detto, di consumi reali molto superiori dato l’incremento di peso a causa della presenza di importanti pacchi batterie. Già: le batterie, l’anello debole di tutto questo sogno ambientalista. Nessuno sa ancora come potranno essere riciclate se il parco macchine a tecnologia ibrida dovesse espandersi sempre di più. E non è uno scherzo. Per fortuna che qualcuno in Germania usa il buon senso.
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