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Gli omosessuali, i laici ed i fessi Stampa E-mail
Scritto da Davide Giacalone   
Tuesday 02 December 2008
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Se m’indigno perché la chiesa cattolica vuole che l’omosessualità resti un reato, mi sento più laico o più fesso? Siccome sono molto laico, non vorrei essere altrettanto scemo, e dato che mi sembrava osceno immaginare che i cattolici siano sulle stesse posizioni dei fondamentalisti islamici, cui, comunque, non si ripete abbastanza che sono degli incivili, ho cercato con curiosità le dichiarazioni dell’osservatore vaticano presso l’Onu, monsignor Migliore.

Ne ho tratto un certo imbarazzo, per noi laici.
Il fatto: la Francia, quale presidente di turno dell’Unione Europea, presenta all’Onu un testo che condanna la criminalizzazione dell’omosessualità, purtroppo ancora presente in molti Paesi, specie musulmani, che la puniscono con pene corporali quando non, come di recente in Iran, con la morte. L’osservatore vaticano critica l’iniziativa, guadagnandosi fama mondiale quale criminalizzatore degli omosessuali. Solo che le cose non stanno esattamente così.

Ha detto Migliore: “tutto ciò che va in favore del rispetto e della tutela delle persone fa parte del nostro patrimonio umano e spirituale”. E va bene. Aggiungendo: “nei confronti delle persone omosessuali si deve evitare ogni marchio di ingiusta discriminazione”. Che non mi pare suoni affine alla criminalizzazione. Parentesi: la chiesa non ammette la pratica omosessuale, è generalmente sessuofobia e misogina, e sono tre cose che non condivido. Proprio per niente. Ma ci sono un sacco di cose che non condivido, di questa e di altre religioni, che non trovo affatto disturbanti se sostenute a carico dei fedeli. Non vuoi mangiare carne di maiale? E non la mangiare. Non vuoi avere rapporti omosessuali? Non li avere. Restano aperte due questioni.
La prima è relativa a fedeli che non condividono il divieto. Mi spiace per loro, ma sono in contraddizione. Hanno tutto il diritto di battersi per “evolvere” le opinioni delle loro guide spirituali, ma un cattolico favorevole alla sessualità fuori dal matrimonio, o un islamico amante delle salsicce, non costituiscono un problema per il mondo libero, ma per la loro fede, o per la loro autodeterminazione personale. La seconda questione è relativa al peso pubblico delle convinzioni religiose. Trovo del tutto legittimo che la chiesa cattolica si batta contro il divorzio, salvo il fatto che la stragrande maggioranza degli italiani è favorevole, cattolici compresi, quindi perde e la legge rimane al suo posto. Continuano a far propaganda contro il divorzio? Bene, facciano pure, tanto la società e laicizzata e nessuno impedisce a chi crede nell’indissolubilità del matrimonio di non dissolverlo. Quando anche le società islamiche si comporteranno così, vorrà dire che la civiltà ha vinto anche da quelle parti.
Ciò che non serve, però, è attribuire alle gerarchie posizioni estremiste od irragionevoli, al solo scopo di sentirsene lontani. In questo caso, appunto, Migliore non ha criminalizzato proprio nessuno, pur rimanendo fermo il pensiero cattolico sul tema principale, l’omosessualità. Anzi, direi che Migliore ha ragione quando sottolinea il pericolo di non volere valutare negativamente alcun “orientamento sessuale”, perché in una definizione così generica possono rientrare turpitudini e reati, come la pedofilia. Del resto, sono sicuro che se fondassi un club di amanti del sesso con gli animali mi tirerei addosso le ire di non pochi, a difesa delle bestiole. Per Migliore si può cancellare il tema, per me si deve fare esplicito riferimento all’omosessualità. Ma è tema diverso dall’allinearlo a chi impicca i gay.

Infine, c’è un punto sul quale Migliore ha un torto bello tondo, ovvero quando obietta che opporsi alla criminalizzazione in quanto tale finisce con il discriminare quei Paesi che non consentono le unioni omosessuali. E allora? certo che vanno discriminati, ed invitati a piantarla. Così, però, obietta ancora il prelato, si finisce con lo spianare la strada ai matrimoni omosessuali, criticando chi non li consente. Assolutamente no, perché non condannare, né ostacolare, le unioni omosessuali non è sinonimo di equipararle ai matrimoni, che sarebbe prima ridicolo e poi sbagliato.

Riassumendo: a. il documento francese deve essere scritto meglio; b. la posizione del Vaticano, se confermata, è criticabile sotto quest’ultimo aspetto, ma non somiglia neanche lontanamente alla criminalizzazione urlata dai giornali; c. se mi scaglio contro quel che non esiste non sono molto laico, ma molto fesso. Quando i laici la pianteranno di cercare di perdere a parole la partita di civiltà che hanno vinto nei fatti, sarà sempre troppo tardi.

www.davidegiacalone.it

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