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La crisi di identità che sta portando all'impotenza politica il Pd |
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Scritto da Laura Cesaretti
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Wednesday 26 November 2008 |
 Renato Soru (Velino) - Il Pd affonda in Sardegna, i Ds risorgono a Madrid. La sintesi del Riformista non poteva essere più efficace. Il governatore Renato Soru è stato costretto alle dimissioni per le divisioni esplose tra le diverse corrrenti del nuovo partito nell'isola.
Il vecchio partito viene rimesso in campo per non recidere del tutto i ponti con il Pse. Sarà infatti l'ultimo segretario diesse, Piero Fassino, a Madrid, a firmare il manifesto del partito socialista europeo che la componente post democristiana dei Democrat si è rifiutata di sottoscrivere sollevando un veto. Il Pd sul punto della collocazione europea è drammaticamente diviso. Ed è diviso perché i post democristiani non vogliono essere cooptati, con quale ragione considerata la loro tradizione, al Pse, a differenza dei post comunisti, almeno di quelli che si sono liberati dell'ipoteca berlingueriana a differenza del segretario, che lo hanno considerato dalla caduta del muro di Berlino in poi l'approdo naturale di una lunga e travagliata storia che ha visto vinti (i socialisti) e sconfitti (i comunisti). Questo conflitto tra post e tra post fa emergere in modo plastico la crisi di identità che sta portando all'impotenza politica il Pd, diviso persino sulla scelta se esprimere o meno solidarietà a Guglielmo Epifani che si è impiccato all'ipotesi dello sciopero generale solitario del 12 dicembre. Un viatico che non potrebbe essere peggiore per le prossime elezioni europee (e anche per quelle che si celebreranno in Abruzzo a metà dicembre, visto che il tentativo disperato di farle slittare a primavera non è riuscito).
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