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Dietro le quinte Pdl e Pd cercano un'intesa |
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Scritto da Laura Cesaretti
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lunedì 27 ottobre 2008 |
 ... (Velino) - I sondaggi, si sa, vanno sempre presi con le molle. E qualche commentatore (come Lucia Annunziata sulla Stampa , che certo non e' una simpatizzante di centrodestra ma neppure una filo-veltroniana) avverte che quelli che circolano dovrebbero alla fin fine preoccupare piu' il Pd che Berlusconi, perche' i due schieramenti calano entrambi e l'opposizione non riesce ad intercettare i consensi persi dalla maggioranza.
Magari saranno anche critiche di parte, che raccolgono anche gli umori e i malumori di chi nello stato maggiore del Pd non ci sta a dare manforte al trionfalismo del leader, e all'uso interno che intende fare del successo di piazza, smarcandosi dal condizionamento del "vecchio" gruppo dirigente. Ma di certo Berlusconi e' il primo a sapere che le "lune di miele" non sono eterne e che l'esercizio del governo puo' logorare i consensi piu' bulgari, soprattutto in tempi economicamente difficili. E che quindi conviene a volte cercare il massimo di condivisione delle decisioni da prendere. Ecco dunque che, al di la' degli scambi di male parole sui contenuti del discorso del Circo Massimo, e dell'insopportabile batracomiomachia sui numeri (che di sicuro erano inferiori a quelli forniti, ma questo succede ormai per qualsiasi manifestazione chiunque la organizzi, che sia il Pd, la Cgil, il centrodestra o il Familyday), qualche messaggero di pace viene mandato in avanscoperta. Pubblicamente, come il ministro Prestigiacomo che sul Corriere della Sera, elogia il "successo" della manifestazione di sabato e invoca il dialogo, come la stessa Gelmini che evoca Obama come suo modello e prepara un "tavolo" per discutere con l'opposizione. Ma anche meno platealmente. Di banchi di prova per attirare il Pd ce ne sono diversi. A cominciare dalla discussione della nuova legge elettorale per le Europee, sulla quale - a sentire le voci dalla maggioranza - il Pdl potrebbe essere pronto a fare concessioni. A regalare al Pd la possibilita' di cantare vittoria ottenendo una modifica (ad esempio ammorbidendo dal 5 al 4% lo sbarramento) mantenendo un impianto che sostanzialmente sta bene ad entrambi i principali partiti e ai loro leader. Oppure sulla Rai, su cui un'intesa di fondo permetterebbe sia a Berlusconi che a Veltroni di tener buoni gli alleati interni ed esterni assicurandosi pero' il controllo della situazione. O persino sulle prossime scelte economiche, se e' vero come racconta la Stampa che il governo sta esaminando attentamente le undici proposte avanzate in materia dal Pd per capire su quali di esse sia possibile fare delle aperture. E persino sull'evento che piu' infiamma le speranze veltroniane, ossia la possibile vittoria di Obama negli Stati Uniti, potrebbe esserci una soddisfazione bipartisan e condivisa: sempre la Stampa racconta che il feeling tra il premier e McCain e' tutt'altro che entusiasmante, e che con il "piacione" Obama il rapporto sarebbe senz'altro migliore. Tanto che a Palazzo Chigi si farebbe sommessamente il tifo per lo stesso candidato di Walter. 0 commenti Accedi per commentare l'articolo
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