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Punto Quotidiano: L'agenda-ultimatum di Berlusconi |
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Scritto da Alessandro Corneli
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venerdì 25 luglio 2008 |
 ... Forse la parola ultimatum è eccessiva, ma non molto. Al termine del Consiglio dei ministri, Silvio Berlusconi ha detto ieri che l’agenda del Governo, per settembre, è già scritta e contiene tre grandi riforme “in parallelo”: federalismo, fiscale, giustizia e legge elettorale per le europee.
E all’opposizione consiglia di pensare bene se è il caso di “sprecare un'altra occasione” di dialogo sulle riforme, visto che il Governo “non ha mai chiuso la porta” mentre la sinistra “ha solo saputo proporlo con tanta retorica, per alzare una cortina fumogena e continuare a nascondere le proprie debolezze”. Sulle riforme, secondo Berlusconi, la sinistra una nuova opportunità di dimostrare di essere, non solo a parole, una vera sinistra riformatrice. Quanto al governo, dall’8 maggio al 18 luglio, cioè 70 giorni, Berlusconi è soddisfatto: “Abbiamo varato 41 provvedimenti, 16 ddl, 10 dl e 15 decreti legislativi. Ed il Parlamento ne ha approvati 15”. Nel frattempo, si è chiesto, che cosa ha fatto l’opposizione? Risponde: “Ha saputo solo mettere in campo i soliti pregiudizi contro il capo del governo, dimostrare sudditanza verso le procure politicizzate e cedimenti alla violenza verbale di certi giustizialisti che hanno imbarcato con loro alle elezioni”. Parlando di varie iniziative e dicendo di ispirarsi all’economia sociale di mercato, Berlusconi dice: “Siamo noi a fare politiche veramente di sinistra. Questo governo che è di centro, liberale, con cattolici e riformisti, intende procedere con una politica che la sinistra promette solo a parole”. Quindi Berlusconi è sicuro di sé e vuole la resa di Veltroni, vuole che Veltroni accetti di dialogare senza precondizioni o di finire trainato da Di Pietro. Per la sinistra questo può sembrare troppo o troppo severo: ma l’ha voluto. Non c’è dubbio che Veltroni, almeno per un po’, è tornato all’antiberluisconismo viscerale di Di Pietro, rinnegando tutto quello che aveva detto prima. Che possa uscirne indenne è impossibile.
EMERGENZA IMMIGRAZIONE. Ma il Consiglio dei ministri ha anche approvato, su proposta del ministro dell'Interno, Roberto Maroni, “l'estensione all'intero territorio nazionale della dichiarazione dello stato di emergenza per il persistente ed eccezionale afflusso di cittadini extracomunitari, al fine di potenziare le attività di contrasto e di gestione del fenomeno”. Gianfranco Fini, nella sua qualità di presidente della Camera, ha chiesto al Governo di intervenire per spiegare sulla vicenda dell'emergenza immigrazione. D’accordo l’opposizione. Dice Minniti: “Poiché non è una decisione ordinaria, è assolutamente necessario che il Governo spieghi immediatamente al Paese e al Parlamento le ragioni, le modalità e la finalità di tale iniziativa. Quanto all’Udc: “Non vorremmo che fosse l'ennesimo spot del governo”. Quanto al ministero dell’Interno, si parla di un provvedimento tecnico, già adottato in passato, che serve a poter adottare “procedure accelerate per la gestione dei nuovi centri d'accoglienza nonché interventi di manutenzione ordinaria in strutture soggette a quotidiano degrado”. Protesta Nichi Vendola, di Rifondazione e governatore della Puglia: “C’è un allarme democratico e nella conferenza dei presidenti di regione io proporrò di impugnare questa decisione presso la Corte Costituzionale”. Probabilmente ha voluto solo rafforzare la propria candidatura alla successione di Giordano.
da:http://www.grrg.it/0 commenti Accedi per commentare l'articolo
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