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Punto Quotidiano: Il sospetto della grande trappola Stampa E-mail
Scritto da Alessandro Corneli   
giovedì 26 giugno 2008
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IL CSM, NUOVO SUPEROPOTERE. Ieri, il vice presidente del Csm, Nicola Mancino, riprendendo un avvertimento del presidente del Csm, nonché presidente della Repubblica, Giorgio Napolitano, ha detto che “il Csm parla solo attraverso i suoi atti ufficiali, non con personali interpretazioni”. Aprendo la seduta dell'Assemblea Plenaria, Mancino ha inoltre lanciato un nuovo richiamo alla riservatezza e dunque a non rendere dichiarazioni. Ha poi ricordato l’iter: “su un argomento si nomina un relatore, il quale espone i punti essenziali, desumibili dalla questione all'ordine del giorno; sulla relazione si apre un dibattito, al termine del quale il relatore, se le opinioni espresse lo trovano concorde, presenta una ipotesi di risoluzione, su cui il plenum è chiamato ad esprimersi”. Ma “se si rovescia l'impostazione, non potremo evitare che una bozza di risoluzione, unilateralmente elaborata, si trasformi o venga fatta passare come la risoluzione definitiva, del resto, è avvenuto anche in questi giorni”.Detto fatto il testo della bozza di relazione – ripeto: la bozza – era integralmente disponibile sul sito dell’Ansa. E Mancino ha detto: “Io non so chi l'ha diffuso. Qualcuno, però, l'ha fatto”.
Questo significa che nel Csm c’è qualcuno che va dritto per la sua strada, violando la legge istitutiva del Consiglio stesso. Qualcuno che soffia sul fuoco.
Il presidente della Commissione Giustizia del Senato, Filippo Berselli, se l’è presa con Mancino: “Il vicepresidente del Csm Nicola Mancino deve trarre le conseguenze di quanto sta succedendo e si deve dimettere. Sarebbe un atto dovuto di elementare sensibilità istituzionale”. Berselli spiega che il problema non è “il merito del parere che è legittimo ed è previsto da una legge dello Stato del 1958, ma le indiscrezioni che trapelano riportate da tutti i giornali che screditano direttamente il presidente del Csm che è Capo dello Stato e ha la funzione di promulgare le leggi. Si tratta di un atto di assoluta, gravissima scorrettezza istituzionale verso il Quirinale”. Pioi aggiunge: “Peraltro, queste indiscrezioni non mettono in difficoltà la maggioranza, visto che il parere che viene dato per legge al ministro non è vincolante. Ma mettono in difficoltà il Quirinale perché non viene garantito il principio di riservatezza del Csm. E se non viene garantito questo principio di riservatezza, che ci sta a fare Mancino?”.
Inutile sottolineare la gravità della situazione. Il Csm (qualcuno all’interno del Csm) sfida, lanciando il sasso e nascondendo la mano, il suo presidente e il suo vicepresidente. Altro che “terza Camera”: qui siamo di fronte a un super-potere che prevarica Quirinale, Governo e Parlamento.
Se ci fosse un’opposizione seria e responsabile, dovrebbe prendere le distanze da questo gioco al massacro. In fondo, a difendere la corretta costituzionale sembra essere rimasto solo Berlusconi.

NUOVE INTERCETTAZIONI BERLUSCONI-SACCÁ. Puntuali, nel pieno della battaglia tra Berlusconi e Magistratura, arrivano nuove intercettazioni sui rapporti tra lo stesso Berlusconi e l'ex direttore di Rai Fiction, Agostino Saccà. Le pubblica oggi il settimanale L'Espresso sotto il titolo “Silvio segreto”.
Già ieri, le anticipazioni del settimanale hanno accresciuto la bufera politica.
I contenuti delle conversazioni, risalenti all’agosto 2007, riguardano programmi e ruoli da affidare ad alcuni personaggi, e secondo il settimanale sarebbero stati finalizzati a dare una spallata al governo Prodi
Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, ha detto: “Quello che accade è ormai evidente a tutti: tra un Csm ispirato anche da magistrati in conflitto di interessi, intercettazioni juke-box sulla linea Napoli-Espresso, e le solite inchieste a orologeria, si sta tentando una complessiva e concertata aggressione giudiziaria contro Silvio Berlusconi, il suo Governo e la maggioranza politica liberamente scelta dagli elettori il 13-14 aprile”.
Sicuramente è così,. Ma sarà difficile dissolvere l’impressione che la legge sulla limitazione delle intercettazioni, predisposta dal Governo e non ancora votata, tendeva a bloccare la pubblicazione di altre intercettazioni imbarazzanti per Berlusconi.
Ci prova Niccolò Ghedini a parare il colpo: “Quanto accaduto dimostra ulteriormente, se ve ne fosse stata la necessità, l'urgenza delle nuove norme in tema di pubblicazione delle intercettazioni”. Che ribadisce: “Sull'ultimo numero dell'Espresso, con assoluta tempestività e per l'ennesima volta, si assiste ad un nuovo episodio di violazione di legge con la propalazione di intercettazioni telefoniche di cui è assolutamente vietata la pubblicazione”.
Fabrizio Cicchitto non ha dubbi: “Come volevasi dimostrare. Riparte dall'Espresso la pubblicazione di intercettazioni riguardanti Berlusconi. E' la conferma che Berlusconi ha avuto ragione con le sue denunce. Siamo all'inizio di una torbida operazione i cui obiettivi politici sono quelli di modificare il quadro politico uscito dalle elezioni. E' all'opera un nuovo partito della crisi e dell'avventura”.
Gianfranco Rotondi, Dc, cerca di giocare sul paradosso: “Dopo l'uscita delle intercettazioni sull'Espresso nessun italiano avrà dubbi sulla linea del governo in materia di giustizia e intercettazioni. Secondo me Berlusconi si è comprato le quote azionarie dell'Espresso perché non si spiegherebbe altrimenti il favore reso al governo”. Purtroppo questo umorismo non farà molta strada.
Adesso diventa sempre più cruciale l’orientamento del presidente Napolitano e bisognerà vedere se ci saranno ripercussioni sulla compattezza della maggioranza.

IL SOSPETTO DELLA TRAPPOLA. Emerge a questo punto il sospetto che la fase del “dialogo”, avviata nel giugno dello scorso anno con il discorso di Veltroni al Lingotto, quando già si dava per spacciato il governo Prodi, e il centrodestra si crogiolava sulla prospettiva della spallata e delle elezioni anticipate, i cervelli pensanti della sinistra abbiano pensato ad una strategia da attuare dopo la prevedibile nuova vittoria di Berlusconi.
Veltroni ha recitato bene la sua parte, sacrificando il governo Prodi e votando il Pd a una cocente sconfitta. Perché sapeva, lui e gli altri, che sarebbero scattate ben altre trappole. In mano avevano il processo Mills, non molto ma sufficiente per indurre Berlusconi ad affondare, fin da subito, alcuni aspetti delicati della giustizia: ciò che avrebbe provocato una reazione durissima della Magistratura.
È ciò che è accaduto. C’è da chiedersi se qualcuno abbia consigliato a Berlusconi, visto il netto successo elettorale, a risolvere una volta per tutte il conflitto con i magistrati attraverso i due emendamenti oggetto di forte polemica; o se sia stata un’idea e una decisione del solo Berlusconi.
Un errore in entrambi i casi, che ripete quelli del 1994 e soprattutto del 2001 e anni seguenti. Invece di fare subito le riforme costituzionali e, in esse, anche del Csm e della Corte costituzionale, si è perso tempo in questioni di dettaglio. Forti dei loro poteri intatti, questi organi oggi possono sparare ad alzo zero.
Più volte abbiamo detto che il centrodestra non ha una cultura strategica: i fatti lo confermano. Avere ragione e buona volontà non basta.

GDF IN BANCA. I militari della Guardia di Finanza di Milano hanno iniziato delle perquisizioni nelle sedi milanesi di Ubs, Deutsche Bank, JP Morgan e nella sede romana di Depfabank nell'ambito dell'inchiesta sui derivati condotta dal pm Alfredo Robledo. L'accusa è truffa aggravata ai danni del Comune di Milano per la stipula di prodotti derivati.
Sembra che il Comune di Milano non sia stato assistito da professionisti esterni ma che invece le operazioni siano state portate avanti da funzionari del Comune stesso. Operazioni che, secondo l'inchiesta, sono avvenute, fra l'altro, molto velocemente. Mancanza di consulenti esterni e velocità nelle procedure sono considerati dalla procura come elementi di “criticità” nella gestione della vicenda. Per gli inquirenti le perdite registrate nelle casse del Comune per la stipula dei derivati non interessano penalmente perché si tratterebbe di un dato che riguarda le congiunture di mercato.
Ma l’inchiesta, avviata lo scorso autunno, rischia di avere ricadute pesanti sul piano politico: è in gioco il buon nome dell’amministrazione di Milano e questo farà aumentare le polemiche intorno al “buco” lasciato da Veltroni nel comune di Roma..

I NUMERI DELLA CONFINDUSTRIA. A tre giorni di distanza dai dati forniti dal ministro dell’Economia, Giulio Tremonti, sulla manovra economica e le previsioni sull’economia italiana (crescita dello 0,5% quest’anno), l’Ufficio studi di Confindustria dice la sua e li smentisce, affermando che la crescita del Pil, quest’anno, si fermerà allo 0,1%. Di solito Confindustria ci azzecca. Chiaro che tra Ufficio studi di Confindustria e quello del ministero dell’Economia non ci sono contatti.
In compenso, considera credibile l’inflazione programmata all’1,7% (anche perché consente di essere più rigidi sui rinnovi contrattuali). E loda Tremonti per l’obiettivo del pareggio di bilancio nel 2011.

I CONTI DELLA CORTE DEI CONTI. Il relatore Fulvio Balsamo ha illustrato ieri il Rendiconto generale dello Stato a cura della Corte dei Conti. L’indicazione generale è che la spesa pubblica deve essere ridotta nei “grandi comparti” (sanità, previdenza), altrimenti c'é il rischio di “dover necessariamente rinunciare al progetto di allentare gradualmente la pressione fiscale, il cui anomalo livello non è privo di implicazione negative sullo sviluppo delle attività produttive e sulla allocazione dei fattori della produzione”.
Quanto all’analisi, è semplice: l’Italia si è comportata come la cicale e, a differenza di Germania e Francia, ha “disperso” nella spesa pubblica il bonus di 70 miliardi che aveva risparmiato aderendo all'euro. In concreto, l’”euro ha consentito al nostro paese di ridurre il peso della spesa per interessi sul Pil di più di 4 punti (poco meno di 70 miliardi di euro. Ma mentre Germania e Francia hanno ridotto la spesa corrente (rispettivamente di 3,6 punti e di 0,7 punti), in Italia la spesa corrente primaria e cresciuta di 1,5 punti”. Così,  molto più della metà dell'intero bonus dell'euro “é stato disperso in incrementi della spesa pubblica complessiva, anziché per alleggerire il fardello del debito pubblico”.
Poi un consiglio: l’Italia ha bisogno di una “revisione dell'attuale legge finanziaria”: è “evidente l'esigenza che vengano fissati, anche con legge costituzionale, precisi paletti al fine di disciplinare il diritto di emendamento”, ha aggiunto il procuratore generale presso la Corte dei Conti, Furio Pasqualucci, che ha manifestato anche preoccupazione per la “proliferazione tumultuosa” di strutture associative per la gestione di servizi locali partecipate da Enti Locali negli ultimi anni.
E non ha mancato di ricordare che restano ancora aperti 110 enti inutili a 50 anni dalla loro programmata liquidazione, tra i quali l'Inam, l'Enaoli, l'Onmi, la Gescal, l'Enalc. Mentre la Pubblica amministrazione ha visto “un marcato incremento della spesa complessiva per la retribuzione dei dirigenti” e non sono stati attivati “validi strumenti idonei a innescare meccanismi premiali o a combattere comportamenti neghittosi o negligenti”.
Insomma: c’è stato un arrembaggio generale.

VOCE NEL DESERTO. Da Cagliari, il Comandante generale dei Carabinieri, generale Gianfranco Siazzu, ha detto che la certezza della pena è una esigenza primaria; e che l'indulto concesso due anni fa “fa male a chi ha lavorato per arrestare i malviventi” e anche ai cittadini “ai quali arriva un'immagine distorta della legge”. A suo giudizio, il pacchetto sicurezza potrà migliorare la situazione.

CONTROLI ALIMENTARI. Un topo morto, con testa e coda mozzati, è stato trovato da una casalinga di Trento in una scatola di pomodori pelati. La procura di Trento trasmetterà il fascicolo ai magistrati di Salerno, dove ha sede l'azienda produttrice. La casalinga ha protestato col supermercato, dove le sarebbe stato consigliato di disfarsi della scatola. La ditta avrebbe dichiarato 'impossibile' la vicenda e, ha riferito la donna, “mi ha diffidata dal diffondere la notizia”.
Continuiamo a nascondere l’immondizia sotto il tappeto. La montagna diventerà alta e ci inciamperemo.

Da:http://www.grrg.it/
 
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