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La sinistra antisemita Stampa E-mail
Scritto da Paolo Della Sala   
venerdì 08 febbraio 2008
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Vergogna
Almeno 160 "docenti" della "università" romana "La Sapienza" (le virgolette sono d'obbligo) hanno firmato una lista nera che individua e rastrella tutti i professori di origine ebrea, a Roma e in altre università italiane. L'accusa è di essere "ebrei" e di fare parte di una supposta "lobby ebraica". Ci sarebbe più di quanto basta per mandarli a casa, licenziati in tronco. Temo che non sia solo fogna nazionalsocialista. Come nel caso del boicottaggio della Fiera del libro di Torino, si tratta di fogna socialista-rivoluzionaria: due volti, ma una faccia sola dell'intolleranza.

Il fango colpisce gli atenei italiani, dove deboli di pensiero vari possono liberamente sfasciare i neuroni dei giovani, e per questo essere chiamati "docenti" e ricevere ricche paghe a carico della comunità. Siamo tornati alla fogna delle leggi razziali, ma in maniera più sottile e subdola.
Il libro Autodafè, di Emanuele Ottolenghi (Lindau) conferma l'orrore. In Italia nel 2005 ben il 55% della popolazione riteneva che "gli ebrei" sono "più leali a Israele che a questo paese". La percentuale è la più alta nell'intera Europa. Nel 10 novembre del 2003 Il Corriere della Sera pubblicava un sondaggio sull'antisemitismo. Ben il 22% degli intervistati diceva che "gli ebrei non sono veramente italiani". L'8% sostiene che "se ne devono andare via dall'Italia". Il 51% sostiene che "gli ebrei hanno una mentalità e uno stile di vita diversi dal resto degli italiani. L'11% dice che "gli ebrei mentono quando sostengono che il nazionalsocialismo ne ha sterminati sei milioni nella camere a gas".

E' inutile girare intorno all'albero del fico: tutto ciò si spiega con una parola sola: razzismo. Se la Costituzione è ancora valida, anche per coloro che più la lodano e più la usano a proprio uso e consumo, tutto ciò dev'essere bloccato nella maniera più netta e decisa. Con provvedimenti duri, non solo di tipo legale come si sta facendo in queste ore. In questi casi siamo tutti "parte civile".
P.S. Il can can delle Giornate della Memoria è così ridondante e suona così pompeur, da risultare controproducente. Invece di celebrazioni, servono pratiche quotidiane antirazziste. Se invece di elevare i turpi boicottatori di Torino al rango di intellettuali, coinvolgendoli in un dibattito cultural-politico, si fossero trattati per quel che erano, cioé razzisti mascherati, non saremmo arrivati a questa lista nera che prefigura Notti dei Cristalli e riduzioni al silenzio del diverso -sia esso papa, rabbino oppure laico- che non possiamo più tollerare nemmeno come ipotesi.

L'espressione "Il verme di Giacobbe" ricorre in Isaia 41:14. Il popolo di Israele è piccolo e debole come un verme, ma verrà risollevato dal Signore. Si noti bene: non da se stesso, non da conquiste o ricchezze, ma da Dio. Se si potesse tradurre in termini laici si potrebbe dire che Israele -che rappresenta la condizione dell'umanità tutta, e non solo un popolo- può essere sollevato dalla debolezza e piccolezza simboleggiata dal lemma |verme| solo dalla ricchezza della propria cultura, spiritualità, valori, lavoro. Il piano dell'esistenza non è quello immaginato dai materialisti storici.
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