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Algeria: al Qaeda punisce l’emiro Mustapha Kartali, pentito del Gia |
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Scritto da Eugenio Roscini Vitali
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giovedì 16 agosto 2007 |
 - A Larba, 25 chilometri a sud di Algeri, l’esplosione di un ordigno ha ferito gravemente un ex-leader del Gruppo islamico armato (Gia), l’emiro Mustapha Kartali.
La bomba, sistemata sotto la sua auto, è esplosa il 14 agosto alle 5:10 del mattino, mentre si accingeva a lasciare la moschea dopo aver partecipato alla prima preghiera del mattino. La notizia pubblicata su Magharebia, il sito web del comando operativo congiunto delle Forze Usa in Europa, Africa e Mediterraneo (USEUCOM), precisa che nella deflagrazione Kertali ha perso la gamba destra, amputatagli non appena arrivato all’ospedale di el Harrach. Secondo i servizi di sicurezza, l’attentato sarebbe opera degli stessi militanti del Gia che avrebbero voluto punire Kertali, colpevole di essersi arreso nel 1999 alle autorità e di aver goduto dell’amnistia offerta dalla legge della Concordia Civile promulgata dal presidente algerino Abdelaziz Bouteflika.
 l’emiro Mustapha Kartali Dopo la vittoria riportata alle elezione politiche del dicembre 1991 dal Fronte di salvezza islamico (Fis), di cui l’emiro è stato uno dei fondatori (1989), e il suo successivo scioglimento ordinato dal governo per paura che in Algeria scoppiasse una rivoluzione di tipo iraniano, Kertali è entrato a far parte del Gruppo islamico armato con il quale ha combattuto fino al 1999. Dopo aver aderito all’amnistia, ha appoggiato apertamente la Carta per la pace e la riconciliazione nazionale, il documento con il quale il governo ha chiuso definitivamente il capitolo della guerra civile che dal 1992 al 1997 è costata la vita a circa 150 mila persone. La Carta, approvata da un referendum popolare il 29 settembre 2005 ed entrata in vigore il 28 febbraio dell’anno successivo, prevedeva l’estinzione di tutti i procedimenti giudiziari per coloro che entro sei mesi avessero abbandonato la lotta armata e consegnato le armi. Dall’amnistia erano comunque esclusi i responsabili di massacri, stupri o attentati contro la collettività.
Molti terroristi appartenenti al Gruppo salafita per la predicazione e il combattimento (Gspc), l’ala più oltranzista del Gia che nel 1998 si era staccata dal gruppo per iniziare una campagna di violenza e di attentati senza precedenti, non hanno però aderito al progetto del governo. Alcuni di loro si sono rifugiati tra le montagne dell’Algeria settentrionale, molti altri sono entrati a far parte Organizzazione di al-Qaeda per il Maghreb islamico, il gruppo terroristico nato nel gennaio 2007 dalla affiliazione del Gspc ad al-Qaeda. Proprio tra loro potrebbero trovarsi i responsabili dell’attentato che ha gravemente ferito Mustapha Kartali, un’azione che rientra nel progetto di destabilizzazione del Maghreb e che cerca di vanificare gli sforzi fatti dal governo algerino per la riconciliazione del Paese. Lo scorso mese, la cellula nord Africana di al-Qaeda aveva annunciato su internet una campagna di violenza contro gli infedeli e contro le forze governative, invitando tutti i musulmani oltranzisti e radicali a stare lontano dai possibili obbiettivi.
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