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Punto Quotidiano: Berlusconi e il partito unico |
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Scritto da Alessandro Corneli
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martedì 03 luglio 2007 |
 Silvio Berlusconi Caso Visco. Mentre Antonio Di Pietro, pur critico sulla vicenda Visco, afferma che il suo partito non si farà strumentalizzare, il che significa che darà ragione al governo e non alla GdF,
Clemente Mastella afferma che il generale Speciale non avrebbe dovuto fare ricorso alla querela per difendere le proprie ragioni: “Ho stima di Speciale, ma se fossi stato un suo amico gli avrei suggerito di evitare la querela. E' una cosa che rischia di penalizzarlo rispetto a diverse ragioni che aveva, oggi ne ha una in meno”.
Insiste invece il centrodestra. Particolarmente attiva è l’Udc, che avrebbe scelto la strada della mozione parlamentare per ottenere il ritiro permanente delle deleghe di Visco sulla GdF. Berlusconi, invece, ha detto: “Le dimissioni di Visco? Non voglio entrare in questa cosa. Io non vado mai contro gli uomini, faccio critiche alle politiche e alle idee”. Senza scosse il passaggio di consegne tra De Gennaro e Manganelli. Ha detto De ennaro rivolgendosi al suo successo alla guida della Polizia: “Ti lascio un'istituzione sana e trasparente”. Giuliano Amato ha colto l’occasione per augurarsi che il prossimo capo della Polizia sia una donna. Ma che proprio lo stesso giorno siano stati concessi gli arresti domiciliari, per ragioni di salute, ad Adriano Sofri, ex leader di Lotta Continua condannato a 22 anni di carcere per l' omicidio del commissario di polizia Luigi Calabresi, è forse più di una coincidenza. Intanto, dopo gli attentati a Londra e Glascow, secondo gli esperti italiani dell’antiterrorismo non ci sono segnali specifici di rischio per l'Italia in relazione ai mancati attentati in Gran Bretagna. Tuttavia è stata valutata l'opportunità di garantire ulteriori misure di vigilanza ai cosiddetti obiettivi sensibili.
Berlusconi e il partito unico. Berlusconi ha detto che il partito unico dei moderati o del centrodestra, anche se al momento non sembra essere vicino a diventare realtà, rimane “ancora un obiettivo da perseguire. Oggi non è nelle intenzioni degli attuali eletti, ma so che è nel cuore di molti elettori”. Berlusconi ammette che all’interno della Casa delle Libertà è molto “sentita la necessità di fare un passo avanti e si sia iniziato a parlare di una federazione delle libertà sulla quale all'inizio sembrava fossero tutti d'accordo, Udc compresa. Poi, dopo le elezioni, è saltato tutto per aria ma quello era un necessario passaggio verso il partito unico che rimane ancora un obiettivo da perseguire”. Secondo il leader di forza Italia, i Circoli della libertà guidati da Michela Brambilla possono essere una “avanguardia del partito delle libertà, visto anche che la Brambilla è un caterpillar”. Berlusconi dà per acquisito il consenso di An: “Fini si è espresso anche di recente in modo molto positivo sulla cosa e la sua fondazione partecipa ad uno studio per una ipotesi di statuto del partito unico delle libertà. Si tratta di una ispirazione che nasce dal basso, non di una fusione a freddo tra i vertici di due partiti con la finzione delle primarie su un leader già deciso”. Ma nutre dubbi sulla disponibilità di Lega e Udc.
Senza peli sulla lingua, Berlusconi è tornato sul fatto che, in campagna elettorale, la legge sulla par condicio gli ha impedito di spiegare ciò che aveva fatto il suo governo: “Volevo andare in tv a raccontare cosa aveva fatto il mio governo, ma ci sono andato solo due volte e sempre con Prodi, e ho avuto un minuto e mezzo per replicare alle stronzate di Prodi”. Pronta la replica del portavoce del governo, Silvio Siriana: “Palazzo Chigi non intende commentare queste dichiarazioni”. Poi Berlusconi si è tolto qualche sassolino dalla scarpa nei confronti di Ciampi, “uomo di sinistra”, che ha influito sulla legge elettorale volendo un premio di maggioranza regionale per il Senato. Netto anche su Veltroni: “Un uomo di sagrestia della politica, un uomo della politique politicienne. Vorremmo avere in politica esponenti della vita vera e non mestieranti della politica”. Infine un attacco alla situazione di illegalità, frutto della debolezza e della permissività del governo: secondo Berlusconi, in Italia ha preso piede “la cultura dell'illegalità. Siamo in una situazione in cui 300 persone possono bloccare la stazione Tiburtina spaccando il Paese in due, centinaia di persone possono dire no al traforo del Frejus. Lo Stato ha rinunciato all'uso legittimo della forza perché al governo c'è una parte della sinistra che vede queste manifestazioni come esercizi di democrazia diretta”.
da:http://www.grrg.it/
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