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Il ritorno del guerriero Stampa E-mail
domenica 19 giugno 2005
Quasi centomila persone attendevano il ritorno d’Umberto Bossi, dopo che l’anno scorso il tradizionale raduno di Pontida non si era tenuto in segno di vicinanza al leader, colpito da un grave malore l’undici Marzo del 2004. La voce del guerriero padano, accompagnato sul palco dalla moglie Manuela, tradiva la non ancora perfetta guarigione, ma lo spirito è rimasto quello indomito di un tempo.Le sue prime parole sono state riservate al popolo della Lega al quale ha espresso tutta la sua riconoscenza per la loro vicinanza nei giorni della malattia e durante il percorso di riabilitazione. Superato questo primo momento di comprensibile commozione, il discorso a preso una piega più politica e le dichiarazioni che più hanno attirato l’attenzione della platea e degli organi di stampa presenti, sono state quelle rivolte al recente fallimento della riunione sul bilancio dell’Unione Europea: "Noi sapevamo che l'Europa sarebbe finita così. Lo sapeva la Lega, lo sapeva il ministro Castelli che ha lottato contro l'Europa che favoriva la pedofilia, lo sapeva il nostro amico Tremonti'' e "Castelli mi chiamava e mi affermava che bisognava difendere la famiglia perché l'Europa era per la pedofilia. Noi eravamo tra i pochi che combattevano quest’Europa. La Lega è sempre stata combattiva, è sempre stata forte, per difendere la famiglia e la libertà". Quasi centomila persone attendevano il ritorno d’Umberto Bossi, dopo che l’anno scorso il tradizionale raduno di Pontida non si era tenuto in segno di vicinanza al leader, colpito da un grave malore l’undici Marzo del 2004. La voce del guerriero padano, accompagnato sul palco dalla moglie Manuela, tradiva la non ancora perfetta guarigione, ma lo spirito è rimasto quello indomito di un tempo. Sono stato felice di rivederlo sul palco, anche se non ho mai condiviso le posizioni politiche della Lega, come non potrei mai farlo con quelle di qualsiasi movimento abbia anche solo una volta proposto una forma nazionale diversa da quell’unitaria, ma per lui ho sempre provato una spiccata simpatia personale, cosa che non posso dire nei confronti della parte più gretta dei suoi sostenitori e d’alcuni esponenti di spicco della Lega che ne sono i degni rappresentanti.

Le sue prime parole sono state riservate al popolo della Lega al quale ha espresso tutta la sua riconoscenza per la loro vicinanza nei giorni della malattia e durante il percorso di riabilitazione. Superato questo primo momento di comprensibile commozione, il discorso a preso una piega più politica e le dichiarazioni che più hanno attirato l’attenzione della platea e degli organi di stampa presenti, sono state quelle rivolte al recente fallimento della riunione sul bilancio dell’Unione Europea: "Noi sapevamo che l'Europa sarebbe finita così. Lo sapeva la Lega, lo sapeva il ministro Castelli che ha lottato contro l'Europa che favoriva la pedofilia, lo sapeva il nostro amico Tremonti'' e "Castelli mi chiamava e mi affermava che bisognava difendere la famiglia perché l'Europa era per la pedofilia. Noi eravamo tra i pochi che combattevano quest’Europa. La Lega è sempre stata combattiva, è sempre stata forte, per difendere la famiglia e la libertà".

Qualche uscita propagandistica giusto per scaldare gli animi "Il partito ce l'abbiamo già, il nostro partito unico si chiama Lega" e il solito finale "Forza ragazzi. Vi dico che non caleremo, al contrario noi cresceremo continuamente. Il nostro obiettivo è sempre lo stesso: Padania libera, libertà" (sigh). Un discorso piuttosto giù di tono e dai contenuti scontati, ma non si poteva chiedere di più alla prima uscita di un certo rilievo del redivivo leader, anche se l’impressione è stata che di farina del suo sacco ce ne sia ancora poca e che, siano altri a tirare le redini del gioco. Questo in sintesi, quanto accaduto oggi alle porte di Pontida, l'unica vera sorpresa della giornata, è stato l'anticipo di quasi un'ora sull'orario previsto d'inizio, Umberto Bossi ci aveva abituato a ben altre attese, l’auspicio è che possa rimettersi al più presto per riprendere le redini di un movimento che in sua assenza sembra essere destinato prima a cadere nelle mani dei membri più oltranzisti e poi inesorabilmente a dissolversi.

Otimaster
- Dal Corriere.it: cronaca della giornata
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