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Al Qaeda mira direttamente alla Thailandia Stampa E-mail
Wednesday 21 September 2005

Circa 1000 persone sono state uccise nelle tre province separatiste del sud della Thailandia nel 2005. Narathiwat, Pattani e Yala sono le tre province thailandesi che vogliono l’indipendenza dalla Thailandia. A differenza del resto della nazione prevalentemente buddista, in queste province il 90% degli abitanti e di religione mussulmana.È stato fondata dagli anni '60 una un’organizzazione dal nome “Pattani United Liberation Organization” (PULO) che cerca di riportare le tre province all’antica indipendenza: i membri di questa organizzazione vengono chiamati ribelli dal Governo centrale di Bangkok.Da anni PULO svolge una intensa attività di propaganda e di informazione nella vicina Malesia, diffondendo comunicati su quello che accade nella vicina Thailandia alle popolazioni mussulmane e gettando le basi per l’arruolamento di volontari per combattere la politica restrittiva di Bangkok.

Circa 1000 persone sono state uccise nelle tre province separatiste del sud della Thailandia nel 2005. Narathiwat, Pattani e Yala sono le tre province thailandesi che vogliono l’indipendenza dalla Thailandia. A differenza del resto della nazione prevalentemente buddista, in queste province il 90% degli abitanti e di religione mussulmana.
È stato fondata dagli anni '60 una un’organizzazione dal nome “Pattani United Liberation Organization” (PULO) che cerca di riportare le tre province all’antica indipendenza: i membri di questa organizzazione vengono chiamati ribelli dal Governo centrale di Bangkok.
Da anni PULO svolge una intensa attività di propaganda e di informazione nella vicina Malesia, diffondendo comunicati su quello che accade nella vicina Thailandia alle popolazioni mussulmane e gettando le basi per l’arruolamento di volontari per combattere la politica restrittiva di Bangkok.

In questo ultimo mese un centinaio di mussulmani thailandesi sono entrati illegalmente in Malesia, chiedendo asilo politico perché ricercati dalle forze di polizia tailandesi.
Ormai da anni il PULO non prende le armi, ma non sarebbe da scartare la possibilità che presto migliaia di mussulmani affiliati a questo gruppo attacchino in forze le tre province del sud della Thailandia e i centri vitali del paese.
La lotta armata degli appartenenti a PULO sembrava essersi fermata negli anni '70, quando il Governo di Bangkok rilasciò diversi membri di questa organizzazione detenuti nelle carceri. Inoltre agli inizi degli anni '80 per decreto reale fu concessa una amnistia a tutti i membri conosciuti di questa organizzazione.
Le cose non andarono secondo le previsioni del Governo thailandese, il PULO è rimasto per tutto questo tempo attivo ma nascosto, organizzando e pianificando gli attacchi contro le forze di sicurezza del Governo di Bangkok. Potrebbero venir preparati ora diversi attacchi terroristici rivolti contro le attività economiche tailandesi, e non sarebbero neanche da scartare attacchi contro la capitale Bangkok.
Ciò che fa presagire attentati da parte del Pulo contro la Thailandia è la incredibile massa di parenti dei membri di questa organizzazione che si sta ammassando presso il confine con la vicina Malesia: anche loro stanno cercando di entrare in questo paese con ogni mezzo possibile.

Nei mesi scorsi gli appartenenti ai gruppi ribelli attaccarono diverse caserme militari del sud della Tailandia, e non solo i monasteri buddisti e le scuole, in questi attacchi diversi militari. Monaci ed insegnanti persero la vita tanto da costringere le autorità thailandesi ad evacuare gli insegnanti sostituendoli con dei volontari armati ed istruiti all’autodifesa dalle forze speciali di questo paese.
C’è una grossa probabilità che in mezzo agli appartenenti alla Pattani Organization si siano inseriti anche mussulmani appartenenti ad Al Qaeda; è dato supporre questo perché Pulo adesso ha armi e tecnologie militari avanzate, ed anche il modus operandi dell’organizzazione ribelle assomiglia fin troppo a quello di Al Quaeda.

Molti leader del Pulo sono stati istruiti nelle scuole coraniche pakistane e diversi di questi personaggi insegnano o hanno insegnato nelle Madrasas, mentre altri hanno fondato scuole di questo tipo in Malesia e nel sud della Tailandia.
La previsione non è delle più rosee, da una attenta analisi della situazione i ribelli potrebbero attaccare le strutture turistiche, i principali aeroporti ed anche le città di maggiore importanza gettando il terrore tra i turisti e la popolazione, e colpendo così il paese del sorriso nelle sue primarie fonti economiche.

Daniele Cantucci

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