Imu di Roma 5 per mille sulla prima casa, al massimo sulla seconda

In primo piano

Roma, l’aliquota Imu sulla prima casa sarà del 0,5%, soluzione media rispetto allo 0, 4%base. Sulla seconda casa sarà invece il massimo, 1,06%, più 0,3% rispetto all’aliquota base. E’ lo stesso sindaco Alemanno ad ammettere che l’Irpef sui cittadini capitolini, a parte il pugno delle 90.000 famiglie esenti dal tributo rifiuti, è la più alta d’Italia. D’altronde il debito della Capitale, di sistemazione in sistemazione è un’eredità in perenne crescita fissato per ora ai 12,4 miliardi, ma considerato da altri addirittura di 20. Lo 0,4% delle imposte va appunto in debito pregresso ma i 656 milioni di euro derivanti dall’Imu non serviranno ad abbassare il debito. Nel bilancio 2012 di Roma Capitale approvato in Giunta, la spesa corrente aumenta di 107 milioni (20 milioni in più ai municipi, secondo il trend generale di crescita della spesa pubblica. Quando si prova a risparmiare su questo versante, si entra nella nebulosa. L’impegno a spendere di meno sui dipartimenti, sulle auto blu, sui compensi a dirigenti ed amministratori, e sulle missioni di servizio come a concentrare ancora di più gli acquisti nella relativa Centrale Unica è un deja vu ripetuto qui come altrove a tutti i livelli della gestione pubblica. Scoraggianti i risultati previsti, in parte nemmeno quantificate per esiguità, in parte risibili, come i 40 milioni di minori spese, i 20 milioni di risparmi fiscali conseguenti alla concentrazione delle municipalizzate ed altri 40 di minori opere pubbliche. In tutto 100 milioni, nel contesto bruscolini. Basti pensare che il patrimonio comunale, così soggetto a occupazioni e degrado non verrà venduto, anzi costerà  61 milioni in più. Preoccupazione, paura e subbuglio suscitano le paventate privatizzazioni delle società comunali, il cui primo passo, secondo il meccanismo adottato vent’anni fa per l’Iri, è la concentrazione di Atac e Ama nell’unica Holding Roma Capitale Solo la Uil di Angeletti ha apprezzato (“evento più unico che raro”) l’innovativa presenza annunciata di rappresentanti dei lavoratori negli organismi dell’holding (CdA e Commissone Controllo). Una scelta del futuro, mentre i temi del mercato del lavoro infuocano gli animi. Alemanno non è nuovo a importanti aperture di questo tipo, basti pensare alla Fondazione Roma Welfare per una gestione comune del welfare cittadino con i sindacati. Purtroppo queste aperture sempre contestate pregiudizialmente da Cgil, si sono in passato arenate anche per lo scarso coraggio dimostrato dell’amministrazione di Roma. Già la Fondazione era un primo caso che rischia di abortire sul budget di 2 milioni. La bozza di accordo sindacale per ora concordata, precisa la Uil va anche  nella riduzione degli sprechi e dei costi della politica. Se le si vuole cercare si possono trovare note positive. Per esempio, la previsione di minori multe automobilistiche, in calo per 70 milioni La benzina ormai in vista dei due euro al litro forse sta risolvendo in parte ma dolorosamente l’annoso problema del traffico. La viabilità pretende però sempre 188 milioni di investimenti, l’ambiente 269 milioni ed il trasporto 750 milioni, senza contare le metropolitane. Altra nota di rilievo riguarda l’Acea esclusa dalla holding, Qui il Comune dal 51% scenderebbe al 30% incassando 200 milioni; gli altri soci, la francese Gdf Suez (11,5%) e F G. Caltagirone (16,23%) potrebbero trovarsi Cassa Deposito e Prestiti come partner. Ovviamente il partito dell’acqua pubblica è già sul piede di guerra. Eppure il patto di stabilità.concede margini di spesa limitatissimi di soli 350 milioni, investimenti di soli 1,3 miliardi, tagli statali di 260 e regionali di 148 milioni (118 milioni sul trasporto e 30 milioni sul sociale): resta solo il privato da cui ci si attende quasi 2 miliardi di investimenti.

Più che risparmi sparagnini, la via obbligata è ridurre i dipartimenti, i dirigenti, gli immobili e le partecipazioni pubbliche, nonché le occupazioni politiche dei teatri Valle e Volturno . Il Campdoglio non può dire che “lavora per ridurre al minimo le tasse”. Per ora le alza quando i modi di chiudere una spesa permanente di interessi a carico dei romani c’è. Inseguire i temi cardine degli avversari o sostenere tiepidamente i propri non paga. La privatizzazione di quanto pesa come improduttivo s’impone; alla luce del sole, con la trasparenza dei numeri e dei fatti permessa oggi dalle tecnologie Internet. Sulle scelte tra sviluppo e blocchi contrari, il sistema Campidoglio può muoversi largamente con le parti sociali, nel modello di partecipazione dei lavoratori coinvolti, che risponde a criteri di governance moderni ed efficaci. Basta che applichi e sostenga la via già annunciata ma poi non intrapresa con decisione. Il no alle olimpiadi del governo Monti è stata una doccia ancora più gelata per Roma che non la neve di febbraio e potrebbe indurre Alemanno a minori tentennamenti. Il bilancio approvato, gonfio di nera fiscalità alla ricerca dei perduti 730 milioni, lo dimostra solo per sparuti bagliori di luce