Fluimicil, produzione da raddoppiare per invadere il mercato cinese

By | Marzo 24, 2019
Fluimicil

Il gruppo farmaceutico Zambon ha come obiettivo quello di duplicare i livelli produttivi di Fluimucil. Il motivo è semplice: la società farmaceutica vicentina vuole invadere con i propri medicinali il mercato cinese e, a tal fine, vuole destinare al Paese asiatico un nuovo livello di fornitura, passando da 50 milioni di fiale, e un container in spedizione al giorno, a 350 milioni di fiale e 7 container ogni giorno.

Il Flumucil alla conquista della Cina

Riportata sul quotidiano Il Mattino di Padova, la notizia si basa su un accordo che la compagnia avrebbe stipulato con la società multinazionale AstraZeneca, in base al quale sarà possibile raggiungere più di 7 mila ospedali del Paese asiatico. Firmato a metà dello scorso mese di novembre a Shanghai, e reso possibile da un investimento di 30 milioni di euro sullo stabilimento veneto, l’unico in cui si produce il Fluimucil in fiale, l’intesa è un passo molto importante nella storia evolutiva della compagnia, che ora si appresta a guardare al mercato internazionale con ancora maggiore vigore.

Ricordiamo come il piano di investimento accennato dal quotidiano veneto preveda, in aggiunta all’ampliamento dell’area industriale di circa 7500 metri quadri, anche l’assunzione di 120 nuove figure professionali specializzate, che si aggiungeranno ai circa 300 collaboratori che attualmente occupano lo stabilimento vicentino.

Particolarmente soddisfatto è il vertice societario, con Simonetta Bocca, Global head HR, open organization e digital strategy, che spiega come il nuovo personale sarà prevalentemente laureato e specializzato, con un 70% delle nuove assunzioni che saranno impiegate come operatori di linea in produzione (con diploma tecnico ad indirizzo chimico e biologico) e con un 30% che sarà invece rappresentato da laureati in ingegneria, chimica, biologia o in chimica e tecnologie farmaceutiche per laboratori di qualità.

Alla luce di quanto sopra, la Cina diverrà il primo Paese per volumi di esportazione della compagnia farmaceutica e, nei prossimi anni, condurrà a una decuplicazione dei volumi di Fluimucil verso il territorio cinese. Considerato che già ora la Cina per saper circa il 10% del fatturato totale della compagnia, è emerso che alla fine di questa importante operazione il mercato cinese potrebbe diventare il primo mercato in assoluto con un peso superiore al 20%.

Cos’è Fluimucil

Ricordiamo che Fluimucil è un medicinale utilizzabile per trattare una lunga serie di affezioni, comprese le infezioni batteriche respiratorie da germi sensibili al tiamfenicolo.

Per impieghi topici è utilizzato in occasione di bronchiti, broncopolmoniti, polmoniti a lenta risoluzione, ascessi polmonari, bronchiectasie, pertosse, mucoviscidosi, ma può essere altresì utilizzato per poter trattare le complicazioni che derivano da interventi chirurgici broncopolmonari, o ulteriormente per forme infettive con catarri bronchiali.

La gamma del medicinale è particolarmente ampia, e può altresì aiutare a fronteggiare tosse, raffreddori, nasi chiusi e altro ancora, a seconda del tipo di prodotto che il medico o il farmacista avranno avuto modo di consigliare al proprio paziente.

Alla base della forma antibiotica di Fluimucil vi è pertanto l’utilizzo di tiamfenicolo, un derivato semisintetico del cloramfenicolo, che ha la capacità di bloccare la sintesi proteica batterica. Il principale beneficio che deriva dall’uso di questo principio attivo rispetto al cloramfenicolo è che non determina anemia aplastica, uno degli effetti collaterali più temibili del cloramfenicolo.

Inoltre, il medicinale in questione ha il vantaggio di svolgere un’azione mucolitica particolarmente efficace, liberando l’acetilcisteina, un mucolitico che permette una migliore penetrazione dell’antibiotico, considerato che è in grado di sciogliere i secreti bronchiali di consistenza viscosa, mucosa e mucorpurulenta, favorendo così una più rapida guarigione ed evitando le recidive.

Tipicamente Fluimucil è assunto mediante aerosol, nebulizzando metà flaconcino per ogni seduta negli adulti e nei bambini. Sarà sufficiente privare il flaconcino della pellicola di alluminio che riveste il tappo di gomma, forare quest’ultimo, prelevare la quantità necessaria e conservare il resto della soluzione – per il successivo – utilizzo, in un luogo fresco, per un massimo di 24 ore.

Per la nebulizzazione sarà necessario effettuare un dispositivo medico apposito, evitando il contatto della soluzione con le parti in metallo o in gomma. Dopo aver terminato l’aerosol, è consigliabile lavare ogni componente dell’apparecchiatura con acqua calda e sciacquarsi bocca e viso per scongiurare la comparsa di manifestazioni come l’afte.

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