Caso Regeni, arrestato Ahmed Abdallah il consulente egiziano della famiglia di Giulio

By | Aprile 27, 2016

Interessante novità riguardo il caso relativo alla morte del giovane Giulio Regeni, il ricercatore friulano trovato morto al Cairo in circostanze misteriose. Nei giorni scorsi è stato arrestato Ahmed Abdallah, ovvero il consulente egiziano della famiglia di Giulio Regeni, il quale secondo quanto riferito dalla Commissione egiziana per i diritti umani, resterà in carcere 15 giorni. “La procura del Cairo est ha deciso di prolungare la detenzione di Ahmed Abdallah per 15 giorni”, ha fatto sapere la Commissione egiziana per i diritti umani del cui consiglio di amministrazione il consulente egiziano ne è il Presidente. La famiglia Regeni appresa la notizia dell’arresto di Ahmed Abdallah si è detta preoccupata, visto che proprio nell’ultimo periodo sarebbero state effettuati diversi arresti in Egitto ai danni di attivisti per i diritti umani, avvocati e giornalisti anche direttamente coinvolti nella ricerca della verità circa il sequestro, le torture e l’uccisione del loro figlio Giulio Regeni.

“Siamo di fronte a un salto di qualità nelle azioni repressive dell’Egitto, l’azione politica italiana deve essere commisurata a questa escalation egiziana” , ha affermato il portavoce di Amnesty Italia, ovvero Riccardo Noury intervenuto per commentare l’arresto di Ahmed Abdallah. Lo stesso, così come la famiglia di Giulio Regeni, si è detto abbastanza preoccupato per quanto accaduto negli ultimi giorni in Egitto, facendo riferimento proprio all’ondata di arresti avvenute nelle ultime settimane; stando da quanto emerso sarebbero state arrestate ben 238 persone, tra cui anche giornalisti stranieri che si sono occupati del caso Regeni. L’arresto più clamoroso, secondo quanto riferito dal portavoce di Amnesty Italia è proprio quello di Abdallah, che da quando si indaga sul caso relativo alla morte del giovane Giulio, ha da sempre fornito supporto ed assistenza legale alla famiglia del giovane ricercatore.

Il consulente da quanto è emerso sarebbe stato prelevato intorno alle ore tre del mattino dalle forze speciali della polizia che hanno fatto irruzione nell’abitazione di Abdallah arrestandolo, confiscandogli anche il cellulare ed il portatile. Successivamente il consulente sarebbe stato trasferito alla caserma di New Cairo e poi in un secondo momento trasportato nella sede della procura di Cairo Est, dove è stato firmato l’ordine di arresto, perchè accusato di istigazione alla violenza con l’obiettivo di rovesciare il governo, adesione ad un gruppo terrorista e promozione del terrorismo. “Abdullah è stato arrestato per aver protestato senza permesso. La questione non ha nulla a che vedere con la famiglia Regeni”, ha detto una fonte al quotidiano indipendente locale Al Masry al Youm. Intanto l’Ecrf ha chiesto che il consulente venga immediatamente rilasciato e senza condizioni di Abdallah e delle altre persone arrestate negli ultimi giorni con accuse irrilevanti. “Dichiariamo la nostra preoccupazione riguardo alla brutale repressione che attualmente colpisce tutti senza eccezioni in Egitto”, ha aggiunto l‘Ong.

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