E poi dicono il comunismo!
pubblicato il 19 Febbraio 2008 alle 19:24Sono stata in gita scolastica: per questo il mio diario è rimasto un po’ indietro. Ma ora sono tornata con gli occhi e la mente pieni di emozioni e di sensazioni democratiche e rivoluzionarie. Altro che Pd, altro che quel buffo Bertinotti, che fa il serio e il moderato a nostre spese. Altro che impegno a mezzo servizio, tipo nonno Guelfi – ma lui poverino non ha colpa, è la società che non gli ha permesso di capire fino in fondo il messaggio comunista, ed è rimasto alle salamelle.
Il prof, un democratico che finalmente può insegnare perché lo hanno preso ope legis, una mente e un intellettuale superiore, ci ha portati a Cuba, dove abbiamo passato giornate meravigliose di lotta proletaria.
Ma andiamo con ordine. Siamo partiti quindici giorni fa con un aereo della compagnia di bandiera cubana: ovvio, noi abbiamo l’Alitalia, loro hanno la Cubana de Aviacion, non c’è mica differenza solo che così, viaggiando con loro, finanzi la gloriosa revolucion!
Atterrati all’Avana, abbiamo subito attivato un collettivo per farci illustrare e per conoscere le comuniste di quest’isola avanzata e felice, per quanto così vicina all’imperialismo americano.
Cose da non credere: tutti hanno libri cibo e lavoro a volontà, tutti stanno bene e nessuno si lamenta. Sarebbe inconcepibile trovar lì a protestare Casarini o un Caruso, che però, a dire il vero, quando li ho incontrati alla grande manifestazione romana, mi sono parsi caciaroni e un po’ sporchi: ma si sa, uno veniva da Marghera, uno schifo, l’altro veniva da Napoli, con tutta quella monnezza raccolta lì dalle imprese del Nord!
A Cuba tutti sono felici e contenti, i miei compagni hanno solidarizzato e familiarizzato con le ragazze locali senza lacuna difficoltà – a Roberto quasi ho spaccato la faccia quando mi ha presentato al bar una Dolores con una minigonna per nulla proletaria. Ma si sa, anche la liberazione della donna ha le sue spine…
E poi le macchine! Voi non ci credereste, ma i cubani sono i più grandi collezionisti d’auto d’epoca. Girare per le vie di Cuba è uno spettacolo, ci sono solo macchine d’altri tempi, di quando mia madre non era ancor nata. E poi si dicono il comunismo!
