A 40 anni dal terremoto del ‘76, il Friuli ringrazia e non dimentica

By | Maggio 6, 2016
A 40 anni dal terremoto del ‘76, il Friuli ringrazia e non dimentica

Erano le 21 del 6 maggio 1976 quando una scossa di terremoto di magnitudo 6.4 devastò letteralmente il Friuli e l’intera regione Friuli Venezia Giulia. L’epicentro del sisma fu localizzato tra Osoppo e Gemona del Friuli, a nord di Udine e il simbolo del sisma furono proprio i paesi letteralmente rasi al suolo, come la vicina Venzone. 137 comuni coinvolti, 990 morti, 3mila feriti e 100mila sfollati, in quanto le case crollarono o furono danneggiate.

Oggi sono iniziate le commemorazioni per i 40 anni del terremoto e parteciperà anche il Presidente della Repubblica Sergio Mattarella, per ricordare tutte le vittime, ma anche al forza e lo spirito dei friulani, i quali nonostante la tragedia non si piegarono, anzi. Si misero all’opera per la ricostruzione e ancora oggi resta un esempio per gli standard italiani in situazioni di emergenza di questo tipo. Il motto “prima le fabbriche, poi le case e infine le chiese. Solo così non avremo mai più scenari d’abbandono, non avremo mai più cattedrali nel deserto, costruite per il nulla e il nulla” pronunciato da Mons. Alfredo Battisti è il riassunto di ciò che è stato fatto per far ripartire la vita in Friuli dopo la tragedia.

Alle ore 21 di stasera i campanili delle foranie friulane suoneranno all’unisono 40 rintocchi, grazie all’Associazione Scampanotadors che farà riecheggiare in tutto il Friuli il suono delle campane per commemorare l’anniversario del terremoto del ’76.

Lascia un commento

Il tuo indirizzo email non sarà pubblicato. I campi obbligatori sono contrassegnati *

Questo sito usa Akismet per ridurre lo spam. Scopri come i tuoi dati vengono elaborati.